Confcooperative in prima linea dal 1949 per una società più giusta

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Giornata di reale partecipazione, condivisione e finanche commozione quella che il 28 novembre scorso ha visto in Palazzo Galli la celebrazione del 70° anniversario dalla fondazione di Confcooperative Piacenza. Una folta platea di cooperatori oltre ad autorità ed esponenti del mondo imprenditoriale, sociale e istituzionale piacentino hanno seguito con interesse un percorso di introspezione e di analisi che Confcooperative Piacenza ha proposto sotto al titolo “Felicittà, la città che stiamo costruendo”: ovvero la relazione fra la felicità ed il contesto urbano e sociale.


La giornata si è aperta con la disamina del percorso storico dell’associazione dal 1949 fino ai nostri giorni, illustrato dalla ricercatrice Daniela Morsia, mentre Luciano Canova, economista e divulgatore scientifico, ha parlato della fiducia e della sua importanza nella nostra società e di come oggi, spesso, pur con indicatori socioeconomici più positivi che nel passato, la nostra percezione sulla contemporaneità sia invece negativa e pessimistica.
La ‘fotografia’ del mondo cooperativo piacentino è stata fatta dal presidente Daniel Negri, che ha spiegato come dai sei pionieri del 1949 si sia passati alle attuali 107 cooperative, per un totale di oltre 6000 soci, divisi tra servizi, agroalimentare, sociale, abitativo, cultura, turismo, sport e sanità. “Dall’attivismo di alcuni sacerdoti illuminati – ha detto il presidente di Confcooperative provinciale – che hanno organizzato le prime comunità di mutuo soccorso, fatto nascere banche cattoliche e Casse Rurali per combattere l’usura e favorire lo sviluppo dei piccoli imprenditori nelle campagne, fino, e siamo ai nostri giorni, alle cooperative sociali o quelle di comunità, che si occupano dei bisogni delle persone e di animare piccoli paesi nei luoghi più disagiati della montagna”.
Nella sua lunga relazione, Negri ha lanciato alcune proposte alle istituzioni piacentine. Parlando di lavoro e filiera degli appalti, il presidente provinciale ha dichiarato: “Vorrei lanciare una proposta alla Presidente della Provincia Patrizia Barbieri, alla Prefettura, alle associazioni di rappresentanza del mondo industriale, artigianale e sindacale affinché si possa lavorare insieme, da subito, ad un grande protocollo di intesa in materia di appalti di lavori, forniture e servizi in particolare (ma non solo) relativamente al comparto logistico, avente i seguenti obiettivi:
. promuovere la legalità in tutta la filiera produttiva
. promuovere l’utilizzo di lavoro regolare, nel rispetto dei CCNL di comparto sottoscritti dalle OO.SS. più rappresentative, della contrattazione di secondo livello e delle leggi in materia di salute e sicurezza sul lavoro
. promuovere le imprese radicate nel territorio piacentino e contrastare efficacemente concorrenza sleale, l’ingresso di imprese irregolari, delle false cooperative e l’infiltrazione criminosa
. promuovere una “white list” , ossia un elenco di aziende piacentine operanti nel settore che decidono di sottoscrivere un codice di condotta e che si sottopongano periodicamente alla verifica delle buste paga, e nel caso delle cooperative il verbale annuale di revisione che attesti la loro condotta mutualistica
Con il grande obiettivo che il costo del lavoro non potrà mai essere considerato fattore di negoziazione. Noi ci siamo e so che anche gli altri soggetti che ho citato ci saranno, Piacenza è una grande comunità e come ho già detto, quando si lavora insieme, si possono fare grandi cose. Da qua si potrebbe partire anche con un grande progetto condiviso (che coinvolga diversi enti istituzionali – CCIAA, Fondazione) che possa migliorare il benessere, emergono problemi anche legati agli alloggi, di migliaia di lavoratori del comparto logistico. Anche qua noi ci siamo”. Per quanto riguarda, invece, il settore del welfare, Negri si rivolge al Comune di Piacenza: “Come già abbiamo avuto occasione di rappresentare, la cooperazione sociale può infatti offrire servizi di qualità a garanzia delle politiche sociali comunali, in una logica di contenimento delle risorse economiche, sollevando l’Ente dalla gestione di alcune situazioni critiche, attivando forme di flessibilità nell’erogazione dei servizi in grado di garantire risposte calibrate sulle esigenze dei cittadini, senza peraltro fa venire meno la titolarità in capo all’Amministrazione Comunale delle funzioni di decisione, programmazione, monitoraggio e valutazione dei servizi.

Daniel Negri


A fronte di quanto esposto, la nostra proposta al Comune è di lavorare insieme al fine di aumentare il numero dei posti convenzionati del privato, andando nel tempo ad aumentare la quota di gestione del privato sociale rispetto alla gestione diretta.
Aprire un confronto su questo progetto, unitamente ad un confronto generale sul tema delle esternalizzazioni, è l’invito che Confcooperative rivolge al Sindaco di Piacenza. Una proposta che ovviamente da qui vorrei estendere a tutti i comuni”.
“Ovunque ci sia un bisogno – gli ha fatto eco il presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini – lì nasce una cooperativa. Il mondo ideale – ha aggiunto – è quello in cui di cooperazione non vi sia più la necessità, essendo soddisfatte tutte le esigenze della collettività. Un mondo che, ovviamente, non è certamente quello attuale né quello che intravediamo per il futuro prossimo, anzi!”
Le conclusioni della giornata sono state tratte dalla ministra alle infrastrutture ed ai trasporti Paola De Micheli, che ha ricordato le sue origini professionali proprio nel mondo della cooperazione, “ambito nel quale – ha detto – sarò felice di ritornare alla conclusione delle mie esperienze politiche ed istituzionali.” Anche la ministra ha voluto sottolineare infine il ruolo, insostituibile, della cooperazione. “Ambiente – ha detto – dove anche chi non ha ingenti capitali ma ha idee e volontà, può intraprendere, o dove, anche chi non ha entrature o appoggi, può costruire un proprio percorso, rimettendo in funzione quell’ascensore sociale che, oggi soprattutto, pare essersi bloccato. Senza parlare poi del mondo squisitamente sociale, del welfare o assistenziale, dove il ruolo dell’agire cooperativo è, di fatto, l’unica risposta a necessità diversamente insoddisfatte.”
La giornata è stata occasione per premiare diverse cooperative piacentine.

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