E’ il primo “nome” che, da noi, esce allo scoperto e senza tentennamenti: “Sto con Renzi”.

Lo afferma convintamente Fabio Salotti, esponente storico della sinistra piacentina: dal Pci al Pds ai Ds al Pd e ora a Italia Viva. In mezzo, la lunga stagione al vertice di Piacenza74, la coop piacentina che a un certo punto – prima della crisi – seppe erigersi a punto di riferimento economico-culturale. Perché lo fa, verrebbe da chiedersi. E Salotti non si tira indietro: “La politica, di questo sono profondamente convinto, è lo strumento attraverso il quale si costruisce la società del futuro. Per farlo bisogna avere una ‘vision’: questa individua lo scopo e indica la direzione di marcia. Ebbene, di certo a Renzi non si può rimproverare di non saper guardare al futuro. E’ ciò che lo caratterizza e ridurre il tutto a un ego smisurato è un affronto all’intelligenza, sua e di chi ne condivide, appunto, la visione politica”. Salotti sposa dunque l’entusiasmo dell’ex presidente del Consiglio, sottolineando che, per contrastare efficacemente l’onda sovranista, ci voglia qualcosa in più di ciò che oggi è in grado di offrire il Partito democratico. Per Salotti, nel 2014 candidato Pd a sindaco di Castell’Arquato, i giochi prossimi futuri si svolgeranno su un terreno europeo: “L’Europa sarà il vero campo della battaglia politica e proprio per questo ritengo che qualora si voglia cambiare, naturalmente in meglio, sia indispensabile accettare le sfide con quella ‘vision’ di cui parlavo. Che il solo Renzi, nel campo progressista, mi sembra possedere”.
Scusi Salotti, ma come si arriva dal Pci a Italia Viva?
“Sono sempre stato un uomo libero. Il mio percorso politico lo testimonia: formazione cattolica, poi nel Pci vicino alla ‘destra’ di Giorgio Amendola (ero già moderato allora). Ora, se penso al futuro, credo che si possa costituire uno schieramento che comprenda Leu [i bersaniani, ndr], il Pd di Zingaretti e l’ala destra rappresentata dal nuovo partito di Renzi. Per me, di fatto, si tratta di un ritorno al futuro. Io, poi, con ‘Castellarquato Viva’ [la lista che lo ha visto competere alla carica di sindaco del borgo] avevo già anticipato nel nome Italia Viva…”
Salotti, perché Renzi è, o sarebbe, l’unico politico provvisto di vision?
“Penso che abbia scelto il momento giusto, è il politico che ha dimostrato capacità di intuizione, di visione appunto, in tutte le sue scelte. L’Italia, viceversa, è un paese antimoderno, rallentato da una pesante burocrazia e antimeritocratico, con un processo di modernizzazione effettiva giocoforza faticosa e ostacolata. Piacenza, poi, non parliamone nemmeno: con tutte le aree dismesse a disposizione, sceglie di consumare altro suolo per il nuovo ospedale. E questo è solo un esempio delle scelte assurde che vengono fatte. Con l’opposizione, per altro, che non si fa sentire. Per questo abbiamo bisogno – è necessario – il ritorno al futuro renziano”.
Ancora su Piacenza…
“Senta, provi ad andare a Pavia, a Parma, a Cremona perfino. In ognuna di queste città limitrofe alla nostra il dinamismo è incommensurabilmente più alto. Penso ai Romani, che deportavano intere popolazioni ‘refrattarie’ al nuovo. Non essendo possibile deportare i piacentini, veri responsabili della stagnazione (pensiamo solo all’Ikea, cui i commercianti locali hanno impedito l’apertura di uno spazio vendite, vediamo oggi con quale lungimiranza!) ritengo necessario oggi lanciare un sasso nello stagno, cercare di muovere le acque, interrompere una stagnazione che dura da anni, con aree militari che sono lì, senza destinazione d’uso, inerti come inerte è la città. Ecco, spero che Italia Viva riesca anche da noi a interrompere questa stagnazione conservatrice”.
Sì, ma ora?
“Ora bisogna aspettare la Leopolda, appuntamento al quale mi sono iscritto. Arriverranno altri? Alcuni renziani della prima ora manifestano ora la loro fedeltà al Pd? Bene, aspettiamo le regionali…”.




