È appena stata approvata alla Camera con 502 voti la legge “salvavita” che prevede la diffusione dei defibrillatori e sono in molti, in città, a esprimere entusiasmo per una proposta che ha proprio Piacenza come modello di riferimento.
L’esponente di Fratelli d’Italia Tommaso Foti ha posto l’accento sull’innovazione del traguardo raggiunto grazie a “un pugno di pionieri”: “Incentivare l’uso dei defibrillatori è un modo concreto per salvare le vite e la diffidenza che, in parte, in molti casi, si era manifestata è via via scemata. Sono passati più di vent’anni da quando proprio da Piacenza è stato gettato un seme di cui oggi si raccolgono gli ottimi frutti”.
Un seme che ha dato ottimi frutti
“È grazie infatti a un pugno di pionieri locali se si è arrivati all’approvazione di una legge da tempo attesa: i fatti hanno dimostrato che avere a portata di mano un defibrillatore, a partire dai luoghi pubblici, saperlo bene usare, può salvare una vita”.
“Al riguardo aver previsto come obbligo per le pubbliche amministrazioni e per i gestori di pubblici servizi di dotarsi di defibrillatori semiautomatici – continua il parlamentare – rappresenta il raggiungimento di un traguardo che soltanto pochi anni fa pareva un miraggio”.
“Se è vero che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilevato che con un impiego capillare e veloce di moderni defibrillatori circa l’80 per cento dei decessi per attacchi di natura cardiovascolare potrebbe essere evitato, altrettanto vero è – conclude Foti – che con l’approvazione della legge sui defibrillatori, non solo Piacenza ma l’Italia intera si pone all’avanguardia in Europa con un complesso normativo che saranno in molti a copiare”.

Attacchi dal Consiglio Comunale
Di tutt’altra natura sono invece le parole che rivolge al Consiglio Comunale di Piacenza, facendo notare alcune scorrettezze nei suoi confronti avvenute nelle recenti sedute: “Con il coraggio dei pavidi, approfittando della mia impossibilità a replicare in quanto non più componente del consiglio comunale, continuo ad essere destinatario di attacchi inauditi – diretti o meno – in detto consesso, come risulta anche dai resoconti di stampa, con buona pace di ogni regola di civiltà prima ancora che del regolamento, che pure sul punto è chiaro”.
“Tanto denuncio, anche all’opinione pubblica – conclude Foti –, affinché tutti sappiano di che pasta son fatti personaggi che si atteggiano a capitani coraggiosi ma ricordano solo caporali codardi.
Tuttavia, a chi si diletta a sproloquiare su di me, non posso che dedicare quanto scriveva Oscar Wilde: ‘a volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprire la bocca e togliere ogni dubbio’”.




