“Prima i piacentini” per gli alloggi Erp, l’opposizione: “Misura iniqua”

0

Il “Bonus genitori”, un indicatore che nei voti della giunta di centrodestra dovrebbe dare concretezza – in tema di assegnazione di alloggi popolari – allo slogan “prima i piacentini”, suscita un vespaio di polemiche. E non solo, come nella logica delle cose, da parte delle opposizioni di sinistra e centrosinistra.
Ma andiamo per gradi: il bonus segue il criterio dell’ascendenza di primo grado (in relazione agli assegnatari) per cui chi vanti “la residenza continuativa nel Comune di Piacenza da oltre vent’anni del proprio nucleo familiare di origine” riceve un premio (il famoso bonus, appunto) di dieci (10) punti. Un modo come un altro per escludere gli ultimi arrivati, quand’anche in situazione di particolare bisogno. Tanto che Cugini (Pd) lo ha definito senza mezzi termini “illegittimo”, poiché soggetto, a causa dell’assenza del requisito della convivenza (i beneficiari dei dieci punti potrebbero essere arrivati ieri e avere parenti stretti in loco da anni e anni e quindi ricevere il bonus). Una contraddizione che secondo Stefano Cugini espone il Comune a ricorsi legali, a suo dire sicuramente accolti dal Tar e dunque dannosi anche per le pubbliche casse. Ma a sorprendere è soprattutto l’opposizione della seconda opposizione (di centrodestra), quella di Liberi. Per loro il consigliere Monti: “Si tratta – ha sostenuto il dirigente scolastico eletto nella formazione di Massimo Trespidi – di una misura ideologica che non corrisponde alla realtà”. Il discorso si concentra, appunto, sulla dimensione premiale, con esempi di questquesto tipo: chi abitasse a Piacenza da soli tre anni, ma con genitori che vi abitano da oltre vent’anni, riceverebbe dieci punti di bonus per l’assegnazione dell’alloggio. Chi, viceversa, vivesse a Piacenza da nove anni riceverebbe solo cinque punti qualora i suoi genitori – si tratta naturalmente di un esempio di scuola – vivessero non a Piacenza, bensì anche solo in un comune di cintura (Gossolengo, Rottofreno-San Nicolò, Pontenure, Rivergaro) da oltre vent’anni. Conclusione: chi versa al comune di Piacenza tributi da nove anni, avrà meno punti di chi li versa da soli tre anni. Queste, in sostanza, le motivazioni contrarie prodotte dalle opposizioni (i Liberali con Monti, i Dem con Cugini, Fiazza, Piroli). Non trascurabile, tuttavia, nemmeno l’ingiustizia denunciata da Luigi Rabuffi, opposizione di sinistra-sinistra: “E’ l’iniquità che si può generare tra coloro che i genitori hanno la fortuna di averli e coloro che invece non li hanno più”.
Tant’è, la Giunta non demorde: “Questa è la linea adottata dalla maggioranza – ha ribattuto con sicurezza l’assessora al Welfare Federica Sgorbati – ed è ovvio che non si possano prendere in considerazione tutte le possibili casistiche legate alle tante e differenti situazioni familiari”.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.