Contano l’incidenza delle malattie sul territorio, la diffusione di farmaci per malattie croniche, l’accesso alle cure, la disponibilità di personale specializzato o la necessità di spostarsi altrove. Sono alcuni degli indicatori – ben 12 – utilizzati per l’Indice della salute del Sole 24 Ore che incorona Bolzano come provincia più “sana” d’Italia, seguita da Pescara, Nuoro e Sassari. La posizione di Piacenza, invece, non è proprio rassicurante. La nostra città, infatti, è solamente 94esima nella classifica che fotografa la salute degli italiani nelle 107 province. La graduatoria finale – che servirà all’edizione della Qualità della Vita 2019, nel trentesimo anniversario dell’indagine che misura i livelli di benessere del territorio – è il risultato della media dei punteggi ottenuti dai diversi territori nei singoli indicatori. Che, a loro volta, incarnano tre diversi aspetti della salute: performance demografiche; fenomeni socio-sanitari; livelli di accesso ai servizi sanitari.
Piacenza in questa graduatoria si classifica al 66esimo posto per il tasso di mortalità, al 98esimo per mortalità per tumore (18,4 ogni mille abitanti nel periodo tra il 2012-2016), al 97esimo per mortalità per infarto (2,8 decessi ogni mille abitanti nel periodo tra il 2012 e 2016).

Un po’ meglio – 29esima – si posiziona per quanto riguarda l’aumento della speranza di vita, con un incremento dell’età attesa alla nascita 2002-2017. Benino, 37esima, nella recettività ospedaliera. Male, invece, per il numero dei medici di base in rapporto alla popolazione: 87esimo posto. 66esima posizione per numero di pediatri e 29esima per i geriatri. Per quanto riguarda la diffusione di farmaci per curare l’asma e malattie polmonari croniche è 93esima sui volumi di pillole acquistate, per il diabete 41esima e per l’ipertensione 70esima. Pessima posizione, 94esima, per l’emigrazione ospedaliera.
I dati più positivi, in generale, arrivano dalle province del Trentino Alto Adige, seguite dalla Sardegna e dalla Lombardia, mentre le performance più negative, sempre su base regionale, sono quelle di Lazio, Basilicata e Campania.
Agli ultimi posti tra le 107 province le città di Rieti (ultima), Alessandria (penultima) e Rovigo (terzultima). Milano, Cagliari e Firenze sono le uniche grandi città nella top ten.




