Baracchi: “Terrepadane? Pensiamo europeo, copiamo Rotterdam inserendo un’area di logistica leggera”

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L’area dell’ex consorzio agrario

Il progetto Terrepadane solleva entusiasmi e dubbi. I secondi, negli ultimi tempi, sembrano prevalere sui primi: il faraonico piano di recupero di una vasta area di città – l’ex consorzio agrario e le sue pertinenze, migliaia di metri quadrati nel nord-est di Piacenza – è avvertito come divisivo e perfino sovvertitore di delicati equilibri urbanistici ed economici. Un gigantismo destinato, sempre secondo i detrattori, ad avere rispercussioni sulla intera città, travalicando quartiere e area interessati.


Il presidente dell’Ordine degli Architetti Giuseppe Baracchi, a questo proposito, propone una soluzione ‘europea’: “Non ho ancora avuto modo di studiare il progetto, ma ritengo legittima e possibile la seguente proposta: le aree ex industriali possono essere riconvertite in aree di logistica leggera”.
Di che cosa si tratta? La logistica, per usare un eufemismo, è termine accolto con poco favore.
“Capisco, ma si tratta dell’esatto contrario. Per logistica leggera si intendono comparti urbani, interni alle città, in cui i singoli commercianti si muovono in bicicletta, senza aggravi di traffico e senza inquinare”.

Il presidente dell’Ordine degli architetti Giuseppe Baracchi


Sembra il libro dei sogni…
“Copiamo da Rotterdam, che è il secondo porto del mondo ed è all’avanguardia nella conciliazione di movimentazione merci, stoccaggio e rispetto dell’ambiente. Nella città olandese diversi comparti urbani sono stati trasformati in centri di logistica leggera di piccole dimensioni, con l’obiettivo raggiunto di conciliazione tra rispetto del paesaggio e stoccaggio di tonnellate e tonnellate di merci”.
Si tratta dunque, per così dire, di logistica diffusa?
“In un certo senso sì. Ridotti contenitori di logistica che favoriscano il commercio locale senza incidere sul traffico e senza produrre inquinamento. E’ un’idea sulla quale ragionare. Lo scopo è quello di raggiungere e ottenere il giusto equilibrio di verde e servizi senza ulteriore consumo di prezioso terreno agricolo”.
Quindi, come già sosteneva Giuseppe Parenti, ex presidente della Camera di Commercio, prendere a prestito le buone idee è esercizio virtuoso, avendo l’accortezza – naturalmente – di “copiare da quelli bravi”.

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