Il sindaco: “Nessuna nuova logistica”. Il comitato: “Falso, autorizzato capannone nella ex Mandelli. Ora basta”

0
Il rendering del capannone autorizzato nell’area ex Mandelli a Roncaglia

“Non c’è nuova area logistica in arrivo: è frustrante per un’Amministrazione, accusata di essere responsabile di una logistica a cui non ha mai pensato, sentirsi attribuire la paternità di interventi che non ci sono. Non so più come dirlo. Non c’è la previsione di portare altra logistica al momento, documenti e carte alla mano. Se poi ci giungono manifestazioni d’interesse, non posso impedirlo, ma non significa che le domande verranno accettate”. Questo l’affondo del sindaco Barbieri in riferimento all’allarme dei cittadini di Roncaglia sulla possibile espansione di mega insediamenti logistici nell’area chiamata del Bollone, a ridosso della frazione. “Non si sta parlando del nulla – risponde a stretto giro di posta il neo comitato “Basta Logistica – Piacenza vuole respirare” – E’ stata l’attuale giunta a trasformare il progetto dell’area ex Mandelli, che prevedeva 49 capannoncini dedicati alla meccatronica avanzata (quindi con posti di lavoro qualificati e a basso impatto ambientale) in un enorme capannone dedicato alla logistica, ai Dossi di Roncaglia spacciandolo come atto dovuto ed ereditato dalle passate amministrazioni. Nessuno obbligava sindaco e giunta a concedere questa variante”.
Piacenza e la sua vocazione logistica. E’ un tema che periodicamente torna di attualità, magari sull’onda dei fatti di cronaca, come la paradossale guerra di queste settimane – a colpi di scioperi, picchetti, aggressioni, risse – tra sindacati di base o quando qualche grande operatore del settore bussa alla nostra porta per sapere se siamo disposti ad accoglierlo.
A Piacenza e provincia sono presenti tutti i giganti mondiali del retail, delle spedizioni e della logistica, frutto della scelta di sviluppo operata negli anni Novanta del secolo scorso (in principio fu l’Ikea), rivolta a sfruttare la baricentrica posizione della nostra città nella vasta pianura produttiva settentrionale. Il Polo e il Terminal Le Mose, il Logistic Park di Castelsangiovanni, il Magna Park di Monticelli d’Ongina, i capannoni di Pontenure e del distretto Fiorenzuola: oltre 5 milioni di metri quadri dove ogni giorno lavorano 8200 addetti diretti che, considerando l’intera filiera, salgono a 15mila.
Da sempre, in verità, il gigantismo degli insediamenti piacentini ha suscitato perplessità: dalla creazione di posti di lavoro, sì, ma lavoro dequalificato, all’incremento di traffico pesante con le conseguenze sulla qualità dell’aria in una città, da questo punto di vista, già problematica di per sé.
Ma la situazione oggi, appunto, si sta ulteriormente scaldando dopo l’approvazione – da parte della giunta Barbieri – del nuovo capannone da 76mila metri quadrati a Roncaglia nell’ex area Mandelli. Voci sempre più insistenti, inoltre, vorrebbero il colosso americano Prologis, già presente a Le Mose da inizio secolo, avviato ad espandersi ulteriormente (centomila metri quadri in più) in direzione Roncaglia, nell’area del Bollone, ora agricola ma potenzialmente a disposizione.
“Il Bollone di Roncaglia – ha tuonato Tommaso Foti in consiglio comunale – è stato inserito su richiesta dell’ex sindaco Reggi nel Psc del 2008. La previsione è stata poi confermata in sede di approvazione. Con una successiva nota della Provincia di Piacenza è stato previsto che in quell’area può andare solo la logistica. Ma non è che questa amministrazione ha deciso che lì si farà qualcosa. Perché a Piacenza è stato sì approvato il Psc, ma non l’accordo territoriale”. “Mi sembra una cosa banale – ha aggiunto il sindaco ma voglio precisare che una previsione è solo una previsione. Lo strumento per definire l’area del Bollone a Roncaglia è l’accordo di programma. A Castelsangiovanni c’è stato, a Piacenza no”. Ma per il comitato No alla logistica la precisazione dell’amministrazione non è sufficiente: “Sappiamo bene che gli accordi territoriali tra Comune e Provincia possono essere presi molto velocemente, è proprio per questo che, come cittadini, manifestiamo la nostra preoccupazione, legittimamente protestiamo e chiediamo al sindaco di fermare questa nuova e potenziale logistica”.
Gli abitanti, ancora feriti dall’alluvione del 2015, temono oltre a un prevedibile aggravio di traffico, un ulteriore harakiri del territorio in termini di impermeabilizzazione del suolo, fattore non estraneo al mancato assorbimento dell’acqua in caso di precipitazioni abbondanti. Il comitato anti-logistica ricorda quanto segue: “Il piano regolatore del 1998 prevedeva a Piacenza il 40 per cento di aree destinate a verde ma, nel 2001, siamo passati al 15 per cento. Il polo di Le Mose ha avuto sulla città un impatto terribile, sia per l’ambiente sia per la qualità del lavoro”. Se si vuole quantificare l’andirivieni di camion, la cifra fornita è impressionante: 150mila autocarri in entrata, 100mila in uscita. “Ora – proseguono gli animatori del comitato – anche Roncaglia rischia il medesimo destino, a partire dal nuovo capannone di 76mila metri quadrati approvato dalla giunta Barbieri nell’area ex Mandelli”.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.