
Dal 4 marzo a oggi di acqua sotto i ponti ne è passata tanta. Troppa per i 5 Stelle che, nonostante la vittoria nelle urne e la partecipazione al governo con ruoli di primissimo piano (lo stesso premier Conte è considerato d’area) hanno visto erodere pian piano il loro consenso: nella società, che evidentemente non li percepisce più come novità dirompente e di conseguenza nelle urne (stando ai sondaggi). Il M5S, evidentemente, ha esaurito il suo slancio e non potrebbe essere diversamente. E’ un movimento composito, troppo, efficace nella polemica d’oppozione pre-elettorale, ma per natura impossibilitato a offrire robusta rappresentanza una volta nella stanza dei bottoni. L’essere né di destra né di sinistra, come sbandierato da sempre, porta a un’identità labile, facile ad essere oscurata, o addirittura fagocitata, dal dinamismo muscolare della destra (immigrati, caso Battisti, ecc.). Il successo ottenuto con l’approvazione del reddito di cittadinanza, nella sua laboriosità e nelle perplessità che lo accompagnano, non è sufficiente, almeno finora, a restituire al Movimento quell’aspetto di forza fresca di un po’ di mesi fa.
E che i 5 Stelle siano nervosi perché preoccupati dal calo nei sondaggi (scende sotto il 27%) e dal distacco dell’alleato Matteo Salvini (attestato tra il 35 e il 36%) lo conferma anche il premier Giuseppe Conte nella conversazione riservata con la cancelliera tedesca Angela Merkel, conversazione “rubata” e trasmessa nell’ultima puntata di Piazzapulita, il programma condotto da Corrado Formigli su La7.
A livello locale, invece, il disagio si è toccato con mano durante l’incontro che gli attivisti piacentini hanno promosso all’Albergo Roma per fare il punto e provare a gettare le basi di un nuovo corso politico. Con le sedie in cerchio e in un clima da autoanalisi di gruppo, una quindicina di grillini hanno passato in rassegna le problematiche e le iniziative da cui partire, confrontandosi con i parlamentari Gianni Girotto, Cristiano Anastasi e Gabriele Lanzi. Tra gli altri, erano presenti i consiglieri comunali Andrea Pugni e Sergio Dagnino di Piacenza, Matteo Boeri di Podenzano, Elena Rossini di Fiorenzuola e Rosalba Barile di San Giorgio. Primo punto all’ordine del giorno l’emorragia di attivisti, a cui si deve cercare di porre rimedio, anche a Piacenza, rivitalizzando il sistema di comunicazione. “Occorre tornare alle origini – ha invitato il senatore Girotto – con le serate informative con esperti, senza il marchio del movimento, coinvolgendo le pro loco e i comitati spontanei”. L’impegno sul territorio, per i parlamentari 5 stelle, è fondamentale. Così come – ammettono – è stato un errore sottovalutare i rapporti con le associazioni locali e i rappresentanti delle categorie economiche.
Toccate, nel contradditorio, diverse tematiche: il nuovo ospedale, il piano Terrepadane, il parcheggio interrato di piazza Cittadella, lo sviluppo della logistica. Tutti temi su cui gli attivisti piacentini devono riuscire ad essere comunicativamente più efficaci. A Piacenza le liste del Movimento 5 stelle non hanno mai avuto successo come altrove: alle amministrative del 2017 si sono fermate al 9,18%. E anche in provincia: il problema per le prossime comunali sarà quello di trovare candidati. “A Piacenza soffriamo perché manca un grande rappresentante politico extraprovinciale – ha riflettuto Andrea Pugni – Non c’è la sensazione che possiamo dare una mano in ambito regionale e nazionale, siamo percepiti solo come un’entità locale. E poi, dal punto di vista relazionale, siamo sopraffatti dai leghisti, che sono vere macchine da guerra”.




