Scritto coi piedi – Pomeriggio d’autunno al Garilli. Il buio scende ai rigori

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L’impegno di Coppa Italia di serie C è appunto un impegno. Fissato in un Mercoledì pomeriggio, a ridosso di un possibile ponte festivo, può diventare anche fastidio. Lo stadio è quasi deserto. Mi godo le voci dei protagonisti. Dopo mezzora però mi sposto. Un po’ perché non è che abbiano una gran varietà di vocaboli. Un po’ perché la tribuna del Garilli si conferma il posto più freddo del mondo. La Partita l’abbiamo persa ai rigori. L’obiettivo prefisso è fallito. Volevo vedere il Piacenza vincere contro l’AlbinoLeffe. Di avanzare nella competizione penso importasse a nessuno, a me no sicuro. Però volevo vincere. Poi volevo anche vedere le seconde linee. Di solito se ne abusa in Coppa. Mister Franzini serve si una formazione ridisegnata, ma è tutta gente che abbiamo visto molto in campionato. Il primo tempo infatti è assolutamente godibile. Intervallo, esce un raggio di sole, esco a seguirlo. Ci sono Della Latta e Pergreffi che si allenano nel campo dietro le tribune. Erano in campo fino a due minuti prima. Rientro, incontro Corazza, lo aggancio. Di importante dice che l’erba ancora non la vede. Solo palestra, ma si sente bene.
Il secondo tempo è inguardabile e per fortuna finisce. La voce degli altoparlanti comunica che si andrà ai rigori. Il tecnico delle luci mi chiede il perché non ci siano i supplementari. Rispondo che non ne ho idea. L’arbitro smentisce la voce. I tecnici si precipitano ad accendere i fari. Comunque anche il supplemento non schioda l’ equilibrio. Si va ai rigori. La cinica lotteria è come la morte per i latini: risolve tutto.
E AlbinoLeffe impera.

– Franzini ha caricato i ragazzi: “sa’ dai, prima di fare la doccia tiriamo tutti un rigore”.
– Matteassi non l’ho visto.
– Calore ha approfittato della vetrina per comunicare che anche lui è un portiere. Ed è pure bravo
– Cauz è il terzino. Nel primo tempo mostra di saperlo fare. Poi lo spostano al centro e si vede meno. In compenso si vedono di più le punte dei bergamaschi.
– Porcari è riapparso,ne siamo tutti felici. Tranne Calore, per come gli serve i retropassaggi.
– Della Latta è l’esperimento di giornata. Gioca centrale.
– Pergreffi è il capitano collaudato.
– Fedato è quello che più somiglia al giocatore di calcetto. Sbaglia il rigore
– Spinozzi è quello che per Halloween si veste da Nicco. Ma lo riconoscono.
– Romero è quello che tolgono e non lo avrei mai tolto.
– Corradi è un po’ croce e un po’ delizia. Ha voglia di giocare, ha anche voglia di usare il tacco a vanvera.
– God-Sylla ha spiegato a tutti perché ha giocato 120 minuti. Tira benissimo i rigori

Sono entrati:
– Bertoncini che per trovargli una pecca, devi aspettare che calci un rigore.
– Barlocco che dopo uno slalom spettacolo ha spinto il mio vicino a chiedere: “è quello lì Sestu?”
– Bomber Pesenti che segna il suo rigore.
– Marotta che ha lasciato fare a Porcari.
– Di Molfetta che era l’ultima carta per confondere gli Albini e invece ha confuso me. Il rigore lo mette.

Il Piacenza ha perso, però mentre raggiungevo il parcheggio mi ha chiamato Gambin. Voleva dirmi che la foto a corredo della sua intervista era un Piacenza Modena finito 2 a 1. Le reti biancorosse furono di Gottardo e appunto Gambin al novantesimo. Ma soprattutto voleva spiegare che il Mister del Modena era stato il suo alla Spal, e non lo faceva giocare.

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