#conlaculturasimangia – Il gattopardismo della cultura: si cambia per non cambiare

0

La letteratura serve (anche) a dare nome a quelle cose che ancora nome non hanno. Come si chiama quella figura di donna per lo più non giovane a servizio di un sacerdote? “Perpetua”, esattamente come la governante che Manzoni pone a fianco di don Abbondio: il grande lombardo fu talmente bravo a descriverla, da battezzarla per sempre. Quelli che come me erano al liceo vent’anni fa hanno prelevato da uno scrittore coetaneo, Enrico Brizzi, un’espressione utile a descrivere un rapporto d’elezione tra un ragazzo e una ragazza che era più di un’amicizia e meno di un amore: “una storia alla Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, si diceva. E che bello che era vedere che la letteratura offre parole al mondo. Infine, venendo al nostro caso, nei vocabolari oramai da tempo è entrato il termine “gattopardismo”, con riferimento al capolavoro di Giuseppe Tomasi da Lampedusa. Capolavoro che dice qualcosa di profondamente vero su noi italiani, e cioè la vocazione a cambiare in superficie perché nulla cambi davvero.
È dunque gattopardiano quello che accade ultimamente nella gestione della cultura piacentina. Il primo esempio, tra la primavera di quest’anno e l’inizio dell’estate, è stato lo scambio di vedute tra l’assessore Massimo Polledri (ex assessore, Polledri è stato sollevato dall’incarico dal sindaco Barbieri il 17 ottobre scorso, ndr) e Cinemaniaci, associazione che da quindici anni organizza presso il campo Daturi la rassegna di cinema all’aperto. L’assessore ha mostrato l’intenzione di cambiare, o meglio ampliare l’offerta degli eventi estivi cittadini, impiegando anche gli spazi dell’attiguo Palazzo Farnese. Con il rischio che gli appuntamenti si disturbassero: non era certo immaginabile, ad esempio, che un concerto potesse tenersi a poche decine di metri in linea d’aria da una proiezione, se nella stessa data e orario. Quindi spostare il cinema in un altro luogo? Interromperlo? Qui si è aperto il fronte, con Polledri che non si è mai mostrato disponibile a un incontro per parlare con chi, da tanti anni e con tanta esperienza, si è speso per la programmazione. E senza dialogo non è possibile conciliazione, mentre la città reclamava la rassegna: una petizione on line ha raccolto in fretta più di 3mila firme per salvarla. Esito ultimo è stato un bando tardivo per assegnare l’incarico, bando vinto naturalmente da Cinemaniaci, che ha quindi rifatto quello che ha sempre fatto con un’unica differenza: ridurre l’arco temporale della programmazione e lavorare molto di più per garantirla. Cambiare tutto per non cambiare niente.
Un’altra vicenda di questo tipo riguarda “Pulcheria”, festival dedicato ai talenti delle donne. Il 23 ottobre 2017 il consigliere Antonio Levoni dei Liberali Piacentini presentava un ordine del giorno in cui si chiedeva di rivedere gli importi stanziati, nei bilanci a venire, per Spazio 2, Spazio 4 e “Pulcheria”. Levoni dichiarava: “Sono sempre stato contrario a manifestazioni come Pulcheria e sono convinto che quelle risorse possano essere meglio utilizzate nel nostro bilancio”. Tommaso Foti, altro componente della maggioranza consigliare, pur essendo meno netto andava nella stessa direzione: “Credo di aver finanziato per primo da assessore la manifestazione Pulcheria, ma occorre prendere atto che si è andata esaurendo negli anni”. E così quel “rivedere gli stanziamenti” passò con 19 voti a favore, 9 contrari e l’astensione degli allora 2 civici di “Liberi”.
Le risorse per “Pulcheria” potevano dunque essere “meglio utilizzate” perché si era “andata esaurendo”. I quasi vent’anni della manifestazione, varata da Rosarita Mannina della giunta (di centrodestra) con sindaco Gianguido Guidotti, avrebbero trovato posto nei ricordi. Se non che l’11 settembre scorso è stato pubblicato il bando per organizzare una manifestazione dal titolo “Oltre Pulcheria” a metà ottobre. Con gli stessi contenuti, in piena continuità con “Pulcheria”. Esito? Ecco la nuova manifestazione che ha addirittura la stessa grafica della precedente e gli stessi colori, oltre che la direzione artistica di Paola Pedrazzini (che si occupa del teatro di Monza, della rassegna teatrale di Veleia, è codirettrice del Bobbio Film Festival e presidente del Conservatorio Nicolini), che negli ultimi anni aveva ideato la programmazione di “Pulcheria”. Anche lei, come nel caso dei soci di Cinemaniaci, ha dovuto lavorare con intensità doppia per garantire la metà degli appuntamenti (quattro quest’anno contro gli otto dell’anno scorso).
L’andamento ondivago del gambero, nella programmazione, è controproducente. Si cambia per non cambiare. O meglio, si cambia in peggio: si costringe chi fa a fare, suo malgrado, con più difficoltà. E a fare meno.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.