Lavori pubblici, Cacciatore: “Avanti in contesto difficile”

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I lavori pubblici a Piacenza saranno condizionati, come nel resto d’Italia, da un contesto complessivo caratterizzato da difficoltà economiche e da paletti normativi che, da più parti, vengono giudicati troppo stretti. Ciò rallenterà più progetti e impedirà la soluzione di alcuni problemi già individuati dall’Amministrazione, ma non impedirà comunque la realizzazione di alcuni interventi importanti per la città.
A tracciare un sintetico quadro della situazione è Francesco Cacciatore, vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Piacenza. “Per capire in quale situazione ci troviamo – esordisce Cacciatore – occorre ricordare che il quadro generale delle opere pubbliche italiane è condizionato dal contesto economico e normativo attuale. Gli investimenti degli enti locali dovranno sempre più essere fatti con risorse proprie o tramite fondi regionali o europei a causa delle pesanti conseguenze della crisi e dei paletti normativi del Patto di stabilità. Il paradosso è che oggi il Comune di Piacenza non solo ha soldi a disposizione, ma ha appalti già finanziati ai quali non può però dar seguito proprio per rispettare le regole del Patto di stabilità. Ciò significa che gli investimenti non potranno comunque essere quelli del passato, e le prime conseguenze si vedono già”.
Qualche esempio?
“Penso al campo pozzi in località Mortizza, utile per migliorare la qualità dell’acqua della rete idrica cittadina. Dopo l’acquisizione dei terreni, al momento c’è uno stop per i motivi di cui sopra. Penso ad un’area di intervento come quella della mobilità; in questi anni è stato fatto molto per ampliare la rete di piste ciclabili: andrebbero messe tutte in sicurezza per renderle totalmente fruibili e frenarne l’occupazione abusiva di altri mezzi (contro la quale – aggiungo – servirebbe forse una campagna più incisiva), ma i tempi non potranno essere quelli che spereremmo. Stesso discorso vale per gli interventi sulle strade, non solo quando nevica: in rapporto al numero di km, le strade cittadine richiederebbero interventi ogni 7/8 mesi, ma con le risorse a disposizione gli arretrati saranno inevitabili. Ultimo ma non ultimo, penso a diverse risposte che non potremo dare a tante piccole richieste dei cittadini che esprimono esigenze della comunità: a questo proposito, purtroppo, stiamo rilevando un drastico calo del senso civico. Lo dimostrano le sempre più frequenti segnalazioni ai nostri uffici di danneggiamenti, vandalismi e sporcizia anche a danno di aree e di attrezzature collettive, che dovrebbero invece essere i luoghi più adatti a svago e socialità”
Dovremo, in sostanza, abituarci a tempi più lunghi?
“Esatto. In questi anni va ridefinendosi il ruolo stesso degli enti pubblici, per effetto di una politica che – a fronte di una spesa statale fuori controllo – ha preferito schiacciare gli enti locali, non l’unico ma certamente uno dei principali motori della crescita. Piacenza in questi anni ha saputo distinguersi per importo degli investimenti e celerità nei pagamenti, ma è indubbio che sarà sempre più difficile: anche per questo andrebbero complessivamente ridefinite le regole del Patto di stabilità, che vale per l’intera Italia ma che sono le leggi italiane ad aver reso pesante soprattutto per gli enti locali”.
Piano per le città: cosa potrebbe portare a Piacenza?
“Entro la scadenza del 5 ottobre, presenteremo al Ministero – tramite l’Anci – la proposta piacentina, con alcuni progetti che puntano a consolidare alcune peculiarità di Piacenza. Dal polo universitario (con l’ipotesi di creare nuovi alloggi per gli studenti universitari) al social housing, l’intento è rispondere a necessità che già esistono utilizzando progetti già approvati e trasformati, in parte, dove era necessario”.
Riqualificazione di Piazza Cittadella (nella foto): quali i prossimi passi?
“Superati tutti i ricorsi, l’intervento di riqualificazione dovrebbe iniziare con il gennaio/febbraio 2013 con l’obiettivo di dare i minori disagi possibile ai cittadini. Sarà un cantiere complicato, ma una volta concluso riqualificherà in modo decisivo una parte importante della zona nord della città, dove l’esigenza ampiamente condivisa è avere più parcheggi: nei due piani sotterranei ce ne saranno circa 250, di cui solo 50 destinati ad affitto e ben 200 a rotazione”.
Novità anche per l’area verde “ex Camuzzi” di via Morigi: il progetto del Comune prevede l’attrezzamento a verde del terreno con la realizzazione di campi da bocce, di un campo da calcio, di un’area sgambamento cani e di una fascia di orti da assegnare ai cittadini. Per quando?
“Il Comune ha espresso più volte la propria volontà, negli anni passati si è cercata  una soluzione bonaria ma non è stata trovata e quindi procederemo ad esproprio. Ovviamente mi aspetto ricorsi e contenziosi, per cui probabilmente ci vorrà qualche annetto per vederla completata… ma le risorse ci sono”.
Centro storico: qual è l’obiettivo complessivo dell’Amministrazione?
“Creare le condizioni per vederlo rinascere e rivivere, e in questo non sarà coinvolto solo il mio Assessorato ma l’intera Giunta così come la ‘cabina di regia’. E’ un obiettivo raggiungibile tramite un incremento della residenza (favorendo la riqualificazione e il recupero degli immobili, anche tramite una riduzione degli oneri che sarà compito dell’Urbanistica) e una grande attenzione all’arredo urbano, che andrà il più possibile uniformato. Su Piazzetta Plebiscito, poi, servono funzioni adeguate per valorizzarla e renderla un luogo vivo e vissuto. C’è poi la serie di questioni riguardanti il tratto tra viale Risorgimento (nella foto) e largo Bacciocchi, con il palazzo ex Enel e l’ex area Camuzzi: riqualificarlo nel complesso vorrebbe dire creare un boulevard d’ingresso all’area nord della città”.

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