Dopo le controdeduzioni di Pizzarotti contro il provvedimento di sospensione da parte del Movimento 5 Stelle (“Noi a Parma abbiamo fatto della trasparenza la nostra bandiera”; “L’unico regolamento del Movimento esistente, ovvero quello contenuto nel ‘Non Statuto’, non prevede alcuna ipotesi di sospensione”; “Nessuno ha sottaciuto l’avviso di garanzia, che era un atto dovuto”), c’è una parte moderata, nei 5 Stelle, che sta lavorando perchè l’espulsione sia rimandata, se non addirittura annullata. Un’ala, formata soprattutto da parlamentari che stanno facendo campagna elettorale per le comunali, che pensa che la cacciata di un buon amministratore – primo sindaco eletto nelle fila del Movimento – a un passo dalle elezioni del 5 giugno, non sia una buona idea. Nel documento di 6 pagine inviato al M5S, il sindaco della città ducale scrive di non aver mai tradito i valori e i principi del Movimento e di continuare a sentirsi parte di esso. “Noi non chiediamo la grazia né il perdono” – dice il braccio destro Marco Bosi, capogruppo in consiglio comunale – Significherebbe ammettere colpe che non abbiamo. Stiamo solo spiegando le nostre ragioni”. Anche Parma dice no all’espulsione di Pizzarotti: in un sondaggio proposto dalla Gazzetta di Parma il 65% dei lettori è contrario all’espulsione del primo cittadino di Parma dal suo partito, il 35%, invece, dice sì.




