Nella settimana della Giornata Mondiale dell’acqua, celebrata ogni 22 marzo, Piacenza fa il punto sulla qualità delle sue risorse idriche, tra problemi legati alla presenza di nitrati e progetti europei per l’analisi dell’inquinamento sotterraneo. Piacenza, attraverso Arpae, Università Cattolica e Piace Cibosano, che saranno gli unici tre partner italiani, partecipa, infatti, ad un progetto in ambito Horizon 2020, per analizzare il tema dell’inquinamento sotterraneo dei corpi idrici, dai nitrati ai pesticidi. Il progetto, se andrà in porto, vedrà la presentazione, da parte di Piacenza, del caso di studio del territorio della Valtidone, area con viticoltura intensa, che, attraverso un analisi storico-scientifica, sarà l’occasione per immaginare nuove e buone pratiche. Il territorio piacentino vede la presenza, nel sottosuolo, di nitrati, anche se, a livello di potabilità non si sono rilevati allarmi specifici. In base agli ultimi dati ASL (del 2014) con un limite di nitrati fissato per legge nell’acqua potabile a 50 mg/litro, si sono avuti due sforamenti nella rete di acquedotti: uno nell’area di Fiorenzuola e Valdarda e il secondo nell’area di Castel San Giovanni e bassa Valtidone. Nell’area che comprende Piacenza, Valnure e Valtrebbia, gli sforamenti salgono a 7, concentrati in pozzi nelle zone di Gossolengo, Veggioletta, Mucinasso e Gerbido. Questi sforamenti non avrebbero avuto ripercussioni sugli acquedotti (secondo le autorità). “L’acqua è il bene per eccellenza necessario a garantire lo sviluppo delle persone” spiega Giuseppe Biasini, direttore di Arpae Piacenza “ed è salvaguardia di un futuro sostenibile”. Biasini si è poi detto soddisfatto della partecipazione “ad un progetto europeo, che approfondirà il tema dell’inquinamento sotterraneo”. Arpae ha già individuato le zone a più alto rischio di nitrati nelle acque sotterranee: Alseno, Pontenure, Sarmato, tenendo monitorati 67 pozzi in falde profonde e più superficiali acque di cui solo una parte viene usata per gli acquedotti. E mentre Iren, per dimostrare la buona qualità dell’acqua del rubinetto, ha presentato, per i dipendenti, una “degustazione” alla cieca di acqua di acquedotto, di sorgente e minerale (in bottiglia), Legambiente, tramite Marco Natali, pone l’accento sul consumo dell’acqua: “consumiamo 188 litri per abitante, quando il livello accettabile per le singole necessità sarebbe di 150 litri” spiega “usiamo troppa acqua come cittadini, anche se la depurazione e le perdite sono rispettivamente molto buona la prima e minime le seconde”.




