Quello che vi proponiamo è un viaggio tra i cassonetti e le campane di raccolta differenziata di Piacenza. Certamente l’invito non è particolarmente allettante, ma da quello che un cassonetto contiene molto si capisce, ad esempio il senso civico delle persone. Il nostro viaggio è nato per capire perché in città la raccolta differenziata non sfonda, non arriva cioè ai risultati dei comuni vicini, certamente di più piccole dimensioni, ma certamente anche più virtuosi, come Podenzano o San Giorgio, dove si arriva al 70%. A Piacenza la percentuale viaggia tra il 56 e il 57% e l’aumento annuale non superare il punto percentuale. Zona viale Dante: campana di raccolta plastica, vetro e lattine. Accanto il cassonetto dell’indifferenziato. L’abbiamo aperto, dentro ci abbiamo trovato un po’ di tutto: bottiglia di plastica, borsa di carta, polistirolo per alimenti, una confezione intatta di prosciutto sotto vuoto. L’elenco è lungo e neppure tanto piacevole da sciorinare, anche perché lì a pochi metri ci sarebbero le apposite campane, compresa frazione organica. Colpa di un sistema poco omogeneo, che spinge anche il cittadino più attento a lasciarsi tentare e gettare tutta l’immondizia in un unico cassonetto? “Non è corretto parlare di disomogeneità – risponde l’assessore all’ambiente Giorgio Cisini – ci sono due zone, viale Dante per la conformazione che avrebbe portato una serie di problemi e via Roma costantemente monitorata, nelle quali la raccolta differenziata non è ancora stata introdotta. La situazione di queste due zone ci ha portato a non voler rincorrere il dato specifico ma a mantenere invariate le abitudini e a non far spendere un centesimo in più alle persone”. In effetti è così: la zona di barriera Roma e viale Dante sono escluse dalla raccolta differenziata, nel senso che la differenziazione dell’immondizia è rimandata al senso civico dei cittadini, prova ne è che le campane sono posizionate così come il contenitore dell’umido. La raccolta puntuale verrà gradualmente introdotta tra il 2017 e il 2018. “In queste due zone abbiamo voluto mantenere costante la quota della differenziata ma anche inalterato il costo della Tari in funzione di un percorso che abbiamo intenzione di iniziare tra il 2017 e il 2018 di raccolta puntuale, dove il cittadino che differenzia molto ha benefici effettivi perché paga solo quello che smaltisce; cambiare da oggi avrebbe portato ad un cambio delle abitudini ed ad uno scompenso iniziale che Parma sta pagando in modo evidente”. Che la differenziata a Piacenza non sia del tutto omogenea è evidente: in alcune zone i cittadini utilizzano le campane del vetro, plastica, lattine/barattolame, pile, farmaci scaduti, e vegetale. In altre zone delle città c’è il porta a porta con la raccolta puntuale della carta, plastica/barattolame, vetro, indifferenziata, e frazione organica. Il Comune crede nella bontà di una raccolta differenziata spinta, come la legge regionale impone? “Ci sono obiettivi civili utili, prima di tutto, utili alla collettività – risponde l’assessore – ci crediamo tanto che abbiamo progettato un centro del riuso, isole ecologiche come quella di strada Val Nure. E’ un nostro obiettivo prioritario al di là delle indicazioni regionali, nazionali ed europee. Poi c’è un tema di costi e un sistema di disagio o agio che restituiamo ai cittadini. Quando cambieremo, cambieremo per tutti, con i relativi agi e disagi, con la consapevolezza che si deve mantenere un rapporto tra i costi e le azioni in campo. Così abbiamo ottenuto fissa la tariffa più bassa del circondario che molti ci invidiano”. Tariffe invariate che i vicini ci invidiano e gradualità nell’introduzione del porta a porta per non creare disagi tra i cittadini, come è accaduto a Parma dove l’amministrazione Pizzarotti ha spinto fortemente sulla differenziata creando, è vero, all’inizio evidenti disagi. Ma si sa, per cambiare ci vuole coraggio. C’è anche chi attribuisce le scelte dell’amministrazione in materia di raccolta rifiuti votate a giustificare la presenza dell’inceneritore. “Ognuno può pensarla come vuole – risponde Cisini – la dobbiamo vedere in una visione più ampia, più complessiva. La raccolta puntuale a Parma non ha funzionato bene da subito, all’inizio è stata un immondezzaio, certo poi le persone si abituano. Abbiamo scelto in questo di arrivare secondi per vedere come Parma ha reagito, stante il fatto che il gestore è lo stesso. Si faranno bene le ossa, poi noi vedremo come introdurre la raccolta puntuale per rendere il servizio nel miglior modo possibile limitando i danni”.
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