Innovazione, vicinanza al territorio e nuove sinergie tra le associate sono le strategie che Confcooperative Piacenza intende sviluppare nel prossimo quadriennio (2016-2020). Del nuovo modello organizzativo e di priorità future della Centrale cooperativa piacentina – che associa 108 cooperative per un fatturato di oltre 305 milioni di euro e 5.300 soci – si parlerà lunedì 15 febbraio in occasione del Congresso di Confcooperative, a cui parteciperà il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan. L’appuntamento si svolgerà nella Sala degli Arazzi del Collegio Alberoni; il rinnovo della presidenza e dei membri del Consiglio provinciale di Confcooperative saranno preceduti, in mattinata, dall’inaugurazione della nuova sede della Confederazione piacentina, situata oggi in viale S.Ambrogio 19. ‘Durante il Congresso provinciale, consegneremo agli eletti il nuovo Documento programmatico di Confcooperative, scaturito dal lungo percorso partecipato che ha coinvolto, in questi mesi, tutte le cooperative associate e che si è tradotto nella stesura delle linee guida del quadriennio 2016-2020’, afferma il direttore di Confcooperative, Nicoletta Corvi. L’iter proseguirà con il Congresso regionale di Confcooperative Emilia Romagna – nel mese di aprile – e terminerà a maggio con il Congresso nazionale. ‘La partecipazione – aggiunge il direttore – è alla base del modello cooperativo: è solo dopo il confronto con i soci di ogni singola realtà provinciale che giungeremo alla stesura delle linee programmatiche future della Confederazione nazionale’. Titolo del Congresso piacentino sarà ‘Ci stiamo a fare la nuova Italia?’ e la partecipazione del Ministro Padoan valorizzerà il ruolo della cooperazione come modello di sviluppo imprenditoriale: ‘La presenza prestigiosa del Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan rappresenta un riconoscimento importante al modello cooperativo – che ha resistito alla crisi meglio di ogni altra forma di impresa -, e al ruolo che Confcooperative sta esercitando sul territorio nazionale’, ricorda il direttore Corvi, che sottolinea a tale proposito l’impegno contro le ‘cooperative spurie’ (attraverso la raccolta firme per la legalità, il controllo capillare sui territori e la premialità di comportamenti virtuosi). ‘Dal confronto con le nostre associate è emersa l’esigenza di coniugare il rapporto di vicinanza con i soci con l’ottimizzazione di alcune funzioni in forma aggregativa, attraverso una progettualità innovativa, capace di coinvolgere più ambiti (produzione e lavoro, welfare e social housing) e di sviluppare – aggiunge Corvi – nuove reti di cooperazione, (dando impulso anche alle cooperative di professionisti)’. Sono numerose le iniziative che si muovono in questa direzione: ‘A marzo coinvolgeremo le società sportive dilettantistiche in un progetto sulla cooperazione sportiva al fine di sviluppare nuove sinergie nella gestione di impianti e nuove partnership tra professionisti dello sport’, aggiunge il direttore Corvi, che ricorda inoltre la valorizzazione della ‘cooperazione rosa’ e di quella giovanile: il 7 marzo a Bologna si terrà l’incontro ‘Governance e leadership al femminile’ con la testimonianza di trenta cooperatrici donne e le riflessioni della professoressa Franca Cantoni dell’Università Cattolica di Piacenza. Si aggiungono la partecipazione all’Urban Hub, Industrie Creative Innovative’ con il progetto BEB (Blue economy brain) sul recupero di materiali di scarto e il nuovo laboratorio ‘We Coop’ insieme all’Università Cattolica per sviluppare nuove forme di rete tra giovani cooperatori.




