Sport e tragedia. Quando lo spettacolo deve continuare.

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parigiSport e terrorismo. Il vile attacco allo Stade de France durante la partita Francia-Germania ci riporta alla mente come qualsiasi eventi agonistico possa essere oggetto e pretesto per trasformare lo sport in tragedia. Era il 1972 quando durante le Olimpiadi di Monaco per la prima volta il sangue ed il terrore si mischiano con gli atleti, interrompendo e sospendendo la piu’ importante manifestazione planetaria e causando la morte di 11 atleti israeliani. Ora, a distanza di 43 anni, il mondo sportivo si accorge quanto possa essere debole ed inerte di fronte alla scelleratezza di chi sceglie di farsi esplodere in mezzo gente del tutto ignara ed incolpevole. Un kamikaze a pochi metri dai campioni del mondo di calcio e , soprattutto, da 80.000 sportivi; poteva essere una strage di dimensioni epocali, per fortuna e o per caso non lo e’ stato ma cio’ non ci deve distogliere dal mantenere un livello di guardia e di attenzione senza precedenti. Ma lo sport non deve aver paura, fermarsi significherebbe arrendersi di fronte alla follia di chi vuole punire il mondo occidentale, e’ giusto fermarsi per onorare e ricordare le innocenti vittime e per capire come arginare e sconfiggere l’odio e il male. Ma i palazzetti e gli stadi devono continuare a vivere cercando di diventare sempre di piu’ esempi pacifici di aggregazione e pace per famiglie intere. Dopo l’11 settembre lo sport non si fermo’ anzi, alcuni criticarono al scelta di non sospendere la Champions League, a Monaco le Olimpiadi dopo una breve sospensione ripresero il loro normale corso. Fermarsi significa cedere al terrore, continuare vuol dire essere piu’ forti dimostrando come i valori che lo sport stesso ci insegna e ci trasmette sanno essere piu’ radicati. Certe tragedie ci devono comunque insegnare ad approcciarsi all’evento sportivo con una ritrovata serenita’ nel rispetto degli avversari e dei tifosi, sopratutto dopo gli orrori di Parigi, New York, Madrid, Londra e di tutti gli “11 settembre” che nel corso degli ultimi anni si sono purtroppo riproposti con una tragica cadenza sempre piu’ fitta.

 

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