Alluvione, si contano i danni Frazioni ancora isolate. Renzi a Piacenza

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alluvione_piacenzaStrade e case distrutte, le alte valli del Trebbia e del Nure devastate. È questo lo scenario che si presenta per il territorio piacentino dopo la bomba d’acqua che nella notte tra il 13 e il 14 settembre scorso ha fatto straripare i due torrenti. In quella tragica notte hanno trovato la morte la guardia giurata Luigi Albertelli, 56 anni, di Pontedellolio e Luigi Agnelli, 43 anni, il cui corpo è stato ritrovato nella giornata di martedì, mentre le ricerche del padre, Filippo Agnelli, sono ancora in corso. Nei pressi di Bettola, a Recesio, la furia del Nure ha fatto crollare la strada provinciale 654 della Valnure. Sempre a Bettola l’acqua ha invaso negozi e centro sportivo causando danni gravissimi. Molte frazioni sono rimaste isolate e vicino a Ferriere, un’abitazione sarebbe stata travolta da un torrente minore in piena. Anche a Farini, il torrente in piena non ha risparmiato case e abitazioni, sventrandole. Il ponte di Barberino a Bobbio è crollato, a Statto una famiglia è rimasta bloccata, mentre il lungo trebbia a Rivergaro è stato devastato dall’ondata di piena. Allagamenti si sono registrati anche a valle, nelle frazioni di Roncaglia, dove l’alluvione ha devastato la Compensati Bosi, e di Borghetto. Tra terreni agricoli devastati, blackout elettrici, danni agli impianti del gas e dell’acqua i danni sono molto ingenti e ancora non facilmente quantificabili. Già ieri era arrivata la decisione della Giunta regionale dell’Emilia Romagna di stanziare, per l’emergenza, 2 milioni di euro, comunicata alla riunione in Prefettura a cui avevano preso parte l’assessore piacentino Paola Gazzolo oltre al prefetto Anna Palombi e al direttore della protezione civile Emilia-Romagna Maurizio Mainetti. Anche in Liguria l’eccezionale pioggia ha causato diversi danni con strade e sottopassi allagati a Genova: entrambe le regioni hanno chiesto lo stato di calamità naturale. Martedì scorso, nella sede della Provincia era arrivato il presidente della regione Emilia-Roamgna, Stefano Bonaccini, che, in un incontro con il presidente della provincia Francesco Rolleri e il prefetto Anna Palombi, ha assicurato il massimo impegno: “Noi ci metteremo impegno, testa, cuore e risorse fin dove potremo arrivare. La fase che si apre” per Bonaccini, ora, è quella del “ripristino della normalità cui dovrà seguire la ricostruzione. Bonaccini ha poi incontrato sempre martedì il presidente del Consiglio Matteo Renzi che è atteso per oggi pomeriggio in città. Il premier atterrerà all’aeroporto militare di San Damiano, nel primo pomeriggio, per poi recarsi a Piacenza, in Prefettura, per incontrare i sindaci dei paesi colpiti.  L’evento climatico “è stato eccezionale” (oltre 320 mm di pioggia in poche ore ndr) come ha spiegato Paola Gazzolo, intervenuta all’incontro in prefettura, aggiungendo che “una simile quantità di pioggia in così poco tempo non dovrebbe ripetersi, sulla base dei dati, per i prossimi 200 anni”. Scagionata, quindi, anche secondo gli esperti, la possibilità che un’apertura improvvisa della Diga del Brugneto abbia influito sull’intensità dell’alluvione. L’impegno delle istituzioni è comunque importante, come ha spiegato Paola De Micheli: “avvieremo un tavolo tecnico al Ministero dell’Economia per approfondire nel dettaglio le misure e stanziare le risorse aggiuntive a quelle della Regione”. La reazione dei cittadini piacentini, di fronte al disastro è stata encomiabile e tutti si sono dati da fare per ripartire il prima possibile, come testimoniato anche da Paola Gazzolo “I cittadini colpiti stanno partecipando, in molti danno la disponibilità ad aiutare nelle operazioni di sgombero dei detriti e di pulizia dal fango” aggiungendo che, nelle zone colpite “è all’opera l’intero sistema di Protezione civile. Abbiamo parlato con i cittadini” spiega ancora Gazzolo “e hanno mostrato grande forza d’animo”. Le richieste, aggiunge Gazzolo sono “velocità d’azione e informazione sul risarcimento dei danni subiti”. Piangendo per ciò che è perduto, ma anche con le maniche rimboccate per ripartire il prima possibile.

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