Alberto Giuliani:” La mia Piacenza, equilibrata ed aggressiva”

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giulianiE’ l’allenatore piu’ vincente degli ultimi anni: tre scudetti, tre supercoppe, una coppa italia e una coppa cev; il tutto con squadre e piazze importanti come Cuneo e Macerata. Alberto Giuliani e’ chiamato a ridare slancio ed entusiasmo ad una citta’ che ama il volley come Piacenza; sulla panchina del PalaBanca raccoglie l’eredita’ di coach amati e vincenti come Angelo Lorenzetti e Luca Monti. Da lui riparte il progetto della triade Molinaroli-Arici-Pighi targato Lpr volley, di meglio Piacenza non poteva scegliere, con una formazione che, abbandonate le incertezze della scorsa stagione, si rilancia alla grande nella Superlega ,ripartendo dalle certezze dello “zoccolo duro” come Zlatanov,Papi e Tencati e da giocatori di sicuro affidamento come Coscione e Mania’. Dalla genesi della trattativa con i biancorossi all’attenzione per la fase-punto, dal ricordo delle tante battaglie contro il Copra ai segreti per diventare campioni d’Italia, dalla croce-delizia Parodi al caso degli epurati in nazionale. Il trainer marchigiano si racconta e ci racconta il suo volley. da lui riprende la scalata ai vertici, i tifosi tornano a sognare…

Mister: come e’ nata la trattativa che l’ha portata a Piacenza? C’era gia’ stato qualche contatto passato oppure si e’ materializzato tutto negli ultimi giorni?

“La trattativa con piacenza è nata nelle ultime ore che hanno preceduto l’iscrizione(non poteva essere altrimenti) , anche se devo dire che con il ds cottarelli ci sentivamo anche precedentemente ma come amici.”

Vista da avversario che idea si e’ fatto di Piacenza come ambiente pallavolistico e come squadra?

“Credo che Piacenza sia una piazza competente, un  salotto  buono del volley che conta, per competenza e soprattutto come tutti hanno dimostrato nelle ultime vicende per attaccamento a questa squadra e a questa società.”

Sempre da avversario il momento piu’ bello e quello piu’ brutto delle tante sfide con il Copra?

“Innanzi tutto, devo dire che ci sono state tante sfide e tutte appassionanti, credo che in passato,in campionato sia andata meglio a me e in coppa campioni molto meglio alla squadra di Piacenza.”

Quale e’ la sua filosofia pallavolistica? Che Piacenza vedremo?. Una squadra che lavorera’ piu’ in seconda linea e a muro oppure che puntera’ piu’ alla fase cambio-palla al centro o sulle bande?

“Mi piace una pallavolo fatta di correlazione perfetta tra servizio, muro e difesa, anche perché la fase punto, oltre ad essere molto spettacolare, mette in mostra il carattere di una squadra, e la nostra dovrà essere molto aggressiva.”

Lei che e’ riuscito a vincere piu’ scudetti in piazza diverse, che qualita’ ci vogliono per arrivare fino in fondo? E Soprattutto riuscire a farlo in citta’ difficili ed esigenti come Cuneo e Macerata

“Credo che non ci siano grossi segreti, uno di questi, se si può chiamare così è quello di costruire squadre equilibrate che abbiano giocatori in grado di fare la differenza in alcuni fondamentali, come il servizio per esempio, ma che abbiano anche la capacità di mettersi al servizio della squadra, un’altra cosa è quella di non farsi disturbare da obbiettivi intermedi non centrati, come posizione in regular Seasons o altro, stare dritti e concentrati verso l’obbiettivo al quale tutto l’ambiente crede e spera di raggiungere.”

Piacenza e’ abituata a squadre di vertice, come e’ possibile motivare l’ambiente in un’annata che si presenta di transizione e di ricostruzione?

“Non credo ci sia bisogno ne di spiegare, ne di motivare quest’ambiente per il prossimo anno, perché come dicevo sopra, questa piazza è abbastanza competente per capire le difficoltà di questo prossimo anno, che credo vada preso per quello che ci potrà dare, con grosso entusiasmo e contemporaneamente con molta attenzione, in modo da essere pronti a sfruttare qualsiasi possibilità positiva ci si trovi di fronte.”

Si riparte da Zlatanov, per il resto si cercheranno giocatori giovani da crescere oppure su puntera’ ad elementi piu’ esperti?  Papi e Tencati, Possono far parte del suo progetto?

“Zlatanov è l’uomo di punta di questa squadra, il capitano, e da lui sono partite tutte le strategie di mercato, ovviamente, vedremo tanti giocatori che già facevano parte della squadra lo scorso anno, ottimi giocatori tra l’altro come quelli che ha menzionato lei.”

Trento e Modena a parte, Piacenza puo’ portarsi a ridosso delle prime?

“La superlega è un campionato molto difficile, il prossimo anno lo sarà anche di più, perché tutte le prime 5 formazioni dello scorso anno si sono ulteriormente rinforzate, e anche squadre di cosiddetta  seconda fascia hanno lavorato molto bene sul mercato”

Che vantaggio si puo’ trarre dal non fare le Coppe Europee?

“Non fare le coppe in un campionato compresso come quello del prossimo anno ci potrà aiutare sicuramente a gestire meglio qualche giocatore avanti con l’età, ma vi garantisco che le coppe sarà meglio giocarle in futuro!”

Nella sua carriera qual’e’ il giocatore che ha allenato con piu’ soddisfazione e quello che invece l’ha fatta piu’ arrabbiare?

“Un solo nome per tutte e due le risposte, Simone Parodi.”

Cosa si sente di promettere alla tifoseria?

“Mi piacerebbe vedere una tifoseria che viva all’unisono con la squadra e ne condivida il modo di stare in campo e che sia orgogliosa dell’impegno che mettono i ragazzi in campo al di là del risultato, questo mi piacerebbe e questo cercherò di portare ai nostri tifosi.”

Un solo accenno al caso dei quattro epurati dalla nazionale (Travica, Zaystev,Sabbi e Randazzo). Lei da allenatore che linea avrebbe tenuto?

“Ogni allenatore ha il suo modo di gestire queste situazioni (che ci sono dalla notte dei tempi), posso solo dire che il mio modo sarebbe stato differente.”

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