Miserotti, Isde: ‘L’inquinamento è cancerogeno’
Non solo lo stile di vita è fattore determinante

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miserottidi Elena Caminati – L’inquinamento è un cancerogeno certo. A sostenerlo sono gli studi scientifici e in particolare l’agenzia ufficiale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità della ricerca sul cancro, la IARC, nella monografia numero 103. Insomma l’aria che respiriamo incide pesantemente sulla qualità della vita, forse anche di più che gli stili di vita personali che ognuno conduce. Il tema dell’inquinamento fa sempre più presa nell’opinione pubblica, il livello di sensibilizzazione e informazione dei cittadini è sempre più alto, ne sono un esempio sul nostro territorio quanto sta accadendo attorno alla vicenda del Carbonext di Vernasca e al bitumificio di Gossolengo.
Il dottor Giuseppe Miserotti, referente provinciale dell’Isde, medici per l’ambiente, conferma quanto gli studi scientifici hanno pubblicato negli anni.
“Si tratta di una certezza caldeggiata e dimostrata dagli studi – ha riferito – è la conferma di qualcosa che si pensava da anni. La monografia è stata pubblicata dopo una serie di studi che confermano quello che era un sospetto molto forte. Si insiste troppo – continua Miserotti – sul concetto di resposabilità individuale e stili di vita. Non c’è dubbio che il principale resposabile di cancro ai polmoni sia il fumo, però la Monografia 103 parla di inquinamento come cancerogeno certo, non solo per il polmone ma anche per la vescica. L’inquinamento ambientale soprattutto aeriforme si concentra nella vescica che, a contatto con le mucose, crea le patologie”.
Appare chiaro quindi che se da una parte uno stile di vita sano, non fumare, non consumare alcolici in modo eccessivo, fare attività fisica sono determinanti e aiutano a prevenire malattie gravi, non sono però gli unici fattori che determinano o meno l’insorgenza delle patologie. A prova di questo vi è il dato allarmante dei tumori nei bambini: nella fascia di età da 0 a 3 anni i casi sono in aumento in Italia più che in altri stati. “Anche in questo caso ci atteniamo a dati certi dell’agenzia che raccoglie tutti i registri dei tumori su metà della popolazione italiana, presentati nell’ultimo convegno dell’associazione di oncologia medica. I dati – spiega il referente Isde – parlano di una tendenza che in Italia ha un aumento percentuale da 0 a 3 anni maggiore. Se poi pensiamo che da 0 a 1 anno si registrano i maggiori aumenti, il discorso legato agli stili di vita non sta in piedi. Questo dato è inpressionante. Il discorso è altro, e si traduce in quello che gli inglesi chiamano body burden, ovvero quel carico corporeo che la mamma porta con sé e trasmette al feto”.

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