Mio Post – “Proprietari di cani non rispettano le regole, vie del centro latrine a cielo aperto”

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cani-al-guinzaglio1di Adriano Vignola – È istruttivo e ammirevole che “Libertà” dedichi spazio ad argomenti che riguardano gli animali domestici, soprattutto per quanto concerne i consigli degli esperti sulla loro educazione. Non sarebbe utile, però, anche qualche riferimento alla necessità di un’educazione dei loro proprietari? Mi riferisco, soprattutto, a chi possiede un cane, animale ormai entrato, di diritto, nella categoria di “cittadino” circolante nel contesto urbano. Basta gironzolare senza meta precisa nel nostro decantato centro storico, guardandosi un po’ attorno, per rendersi conto delle tracce della loro maleducazione: escrementi ovunque (di dimensioni e consistenza varia a seconda della stazza e delle condizioni funzionali dell’intestino) e chiazze d’urina, sui muri o sul selciato, spruzzati sempre, recidivamente, negli stessi luoghi, visto che il territorio “marcato” diventa automaticamente la toilette d’elezione (e questo i nostri cinofili dovrebbero saperlo bene!).
A questo punto, l’invito a non generalizzare è scontato: è vero che alcuni proprietari raccolgono correttamente gli escrementi (anche se, spesso, il sacchetto contenitore viene abbandonato sulla strada in angolo più o meno nascosto), ma, stranamente, anche per loro l’urina non rientra nella categoria dei prodotto anti-igienici.; è considerata alla stregua di un “Chanel n°5” biologico, il cui effluvio odoroso contribuisce a migliorare la qualità dell’aria. Tenere a portata di mano una bottiglietta d’acqua potrebbe, in parte, attenuarne l’impatto (specie nei mesi estivi) oltre che limitarne le tracce antiestetiche sui muri, sui portoni e sui panettoni di cemento.
Il mio intervento è, naturalmente, interessato, abitando in un vicolo del centro storico che, defilato com’è, è un vero e proprio invito all’esternazione intestinale e vescicale canina. Se non sbaglio, esiste una disposizione comunale che punisce con una multa chi non si attiene alle regole della raccolta; ma per poterla attuare sarebbe necessaria una parvenza di controllo. E chi lo attua? Ci sarebbe la possibilità della delazione (visto che le istituzioni ci invitano sempre a collaborare), ma, ammesso di trovare un vigile disponibile a verificare la “scena del crimine”, resterebbe solo il “corpo del reato” senza il colpevole. Una risposta davvero intelligente l’ho avuta da un tale colto in flagrante: «La strada è pubblica! ». Laddove il concetto di “pubblico” tipico della mentalità italica viene considerato alla stregua di qualcosa di astratto, che dà diritto ad ogni licenza, mentre invece esso implica, necessariamente, l’esistenza di un “privato” da rispettare. In fondo basterebbe poco: un comportamento corretto eviterebbe fastidiosi disagi alla comunità e un'”estetica” stradale sgradevole, oltre ad evitare la necessità di sanzioni, peraltro inattuabili sul piano pratico.
Domanda provocatoria: nella nostra città, qualcuno è mai stato multato per non aver rispettato le regole suddette? E’ verosimile, comunque, che l’evenienza dell'”Expo”, come del resto succede sempre in vista delle elezioni comunali, faccia nascere improvvisamente nei “nostri” amministratori una passione “ecologica” irrefrenabile, mettendo in atto azioni preventive e di controllo all’insegna dell’apocalittico: «Da domani tolleranza zero! » (ovviamente temporanea!).
Dimenticavo: non mi risulta che gli “extracomunitari” vadano in giro per la città con i loro cani. Sembra, quindi, che siano soprattutto i piacentini a non essersi “integrati” sul piano della convivenza civile!

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