Al Garilli continua l’incantesimo
Piacenza sconfitto in casa

0

Il Piacenza non espugna…Piacenza. Ancora una volta la sindrome del Garilli castiga i biancorossi per una vittoria che in casa manca da quasi due mesi, con due miseri punti racimolati e solo due goal all’attivo. Luciano De Paola conosce l’onta della prima sconfitta in una giornata nerissima per la sua squadra non solo sotto il profilo del risultato ma anche di una prestazione che per 70 minuti e’ parsa a dir poco imbarazzante. Al cospetto di una formazione modesta, la Fortis Juventus, salita in Emila con un taccuino da trasferta per nulla ricco, con ben otto sconfitte esterne e soli 9 centri all’attivo, il Piacenza conferma ed amplifica gli imbarazzi delle precedente sedute casalinghe terminate a reti bianche. De Paola, complici infortuni e squalifiche, e’ costretto a rivoluzionare il menu’ inziale: dentro 5 under con Zagnoni e Cifarelli terzini, Tarantino mediano davanti alla difesa, Mauri e Saber interni ed il tridente offensivo inedito con Tiboni al centro ed Orlandi e Minasola esterni. E’ 4-3-3 di base , ma che si trasforma spesso in un 4-5-1 con le due ali troppo schiacciate sui terzini  e Saber e Mauri alla continua ricerca inutile dell’inserimento e della giocata di qualita’ per accendere l’unica punta. E’ proprio la qualita’ nella giocata che manca ai biancorossi incapaci di creare non solo la benche’ minima azione da gol ma anche una trama di gioco minimamente rapida. Ci prova nell’intervallo il “marines” calabrese spostando Minasola terzino sinistro ed inserendo Delfanti per accompagnare l’isolato Tiboni , e’ un 4-4-2 con Saber ed Orlandi larghi ma che nelle intenzioni lodevoli dovrebbe trasformarsi in un 4-2-4 per aggirare la difesa ad oltranza dei toscani; ma come spesso accade la pezza allarga la falla ed il Piacenza perde la sua identita’ di gioco appellandosi ai lanci lunghi, si torna dunque al piu’organico modulo a 3 con l’innesto di Bertazzoli per un deludente Orlandi. Ma ci vuole la classica doccia fredda per svegliare i flemmatici padroni di casa, Colicchio e Di Maio fanno patatrac e la Fortis trova un sorprendete quanto insperato vantaggio. Solo allora il Piacenza si sveglia, con tutta l’artiglieria pesante in campo (Bertazzoli, Tiboni, Girometta e Delfanti per uno spregiudicato modulo a 4 centravanti) crea finalmente dopo 70 minuti quelle occasioni che per il resto del match il popolo biancorosso si era solo immaginato, ma non basta: l’imprecisione degli attaccanti e la bravura del portiere ospite condannano il Piacenza all’ennesima domenica di contestazione. Sul Garilli cade il gelo,finiscono nel mirino degli ormai esasperati tifosi un po’ tutti: direttore sportivo, allenatore, dirigenza rei di aver tradito ancora una volta la fede e la passione biancorossa. Su De Paola pesa ancora un gioco , che almeno tra le mura amiche, del tutto deficitario con l’impressione di una squadra incapace di dare intensita’ e continuita’ al proprio gioco, sicuramente le assenza hanno tolto qualcosa al processo di crescita della squadra, ma quello vista contro la Fortis Juventus e’ parsa una formazione disorientata ed approssimativa nella costruzione della manovra offensiva. Con questo ritmo casalingo anche la qualificazione ai play-off diventa a rischio; il pirata e la sua ciurma devono tornare ad affilare le spade al piu’ presto.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.