In Regione quattro consiglieri piacentini,
ma a vincere è l’astensione

0

regionali1Con Bonaccini nuovo presidente dell’Emilia Romagna – concluso lo spoglio su base regionale – sono quattro i seggi portati a casa da Piacenza in questa competizione elettorale caratterizzata da un astensionismo record: due per il Pd con Paola Gazzolo e Gianluigi Molinari, uno per la Lega Nord con Matteo Rancan e uno per Fratelli d’Italia con Tommaso Foti (e non, come inizialmente si pensava, per Forza Italia). Bassissimo il dato dell’affluenza – 36,2% a Piacenza (37,% in regione) – e clamoroso il successo della Lega Nord (28,33% a Piacenza) che doppia Forza Italia (14,15%).
Il Pd resta il primo partito (35%) ma a Piacenza, in controtendenza rispetto al dato regionale, vince la coalizione di centrodestra, che sosteneva Alan Fabbri presidente, con il 47,35%, contro quella di centrosinistra, di poco sopra il 37%. Il Pd resta dunque ben lontano dal risultato delle Europee, in cui raggiunse oltre il 40% dei consensi, pagando, forse più degli altri, la scarsa affluenza al voto, l’inchiesta sulle spese pazze dei consiglieri e il malessere a livello nazionale nei confronti del governo Renzi, soprattutto sulle tematiche del lavoro.
In netto calo anche il Movimento 5 Stelle che a Piacenza non arriva al 10% (9,94%) mentre L’Altra Emilia Romagna ottiene il 3,11%.
Ma il vero dato politico di queste elezioni regionali è l’enorme astensionismo (uno dei più alti registrati nella storia democratica) che fa pensare a una vera e propria crisi di sistema. Non c’è dubbio che ci si trovi di fronte a una inedita e profonda crisi di rappresentatività politica, così come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi. Il segnale d’allarme, accesosi da tempo, è stato fino ad ora ignorato dai partiti. Vediamo se anche in questa occasione, dopo lo sconcerto e le doglianze a caldo, i partiti continueranno facendo finta di nulla. Viceversa, ora e nei giorni a seguire, dovrebbero porsi questa fondamentale domanda: oggi chi rappresentiamo?

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.