Copra Ardelia Piacenza,
è già tempo di riscattarsi

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di Giancarlo Tagliaferri –  Per il Copra Ardelia Piacenza è già tempo di riscattarsi. Le due sconfitte consecutive nelle prime uscite ufficiali impongono alla formazione di Radici un deciso cambio di rotta, con la necessità di non poter fallire il prossimo impegno di domenica 26 a Monza per non dover rincorrere dal basso gli avversari per la conquista del prossimo obiettivo stagionale: la qualificazione ai quarti di Coppa Italia.
La finale persa di Supercoppa aveva fornito indicazioni incoraggianti sulla crescita di Piacenza, che era arrivata a rimontare due set ai campioni d’Italia risollevandosi da un contesto tecnico complicato, con evidenti difficoltà in attacco e a muro ma con un buon apporto dalla panchina soprattutto in seconda linea con Massari e Marra capaci di contribuire alla parziale rimonta con Treia, mentre al contrario l’inopinata netta sconfitta interna (1-3) con Ravenna lascia parecchio perplessi perchè, contro una formazione decisamente più abbordabile, la squadra ha confermato alcuni limiti già emersi e un preoccupante crollo mentale, evidenziatosi nell’ultima frazione.
le roux copra 2014In entrambe le partite il comune denominatore è stato un primo set di fatto non giocato (con percentuali di attacco soprattutto dalle bande deficitarie) e nel complesso una sensazione di scarsa intensità soprattutto nella fase di cambio palla, ma se contro Treia la squadra aveva saputo rientrare in partita (grazie ad un immarcabile LeRoux, che aveva permesso anche ai compagni di crescere sia in battuta che a muro), contro Ravenna non è accaduto: si sono rivisti alcuni limiti già palesati come le difficoltà al centro (sia in attacco che a muro) e un servizio non ancora a livelli dello scorso anno e incapace di creare pressione ai ricettori avversari.
Se a ciò si aggiunge come sia Mario Junior sia Ostapenko debbano ancora calarsi appieno nelle difficolta’ del campionato italiano per rendimento (ad oggi ancora discontinuo) e per personalità (ci si attende di più da giocatori in grado di fare la differenza), si capisce come Piacenza possa andare in difficoltà non solo contro le big, ma anche contro formazioni di medio-basso livello come lo è Ravenna.
L’allenatore Radici deve trovare immediatamente piene risposte non solo da sestetto base, ma anche dalla panchina: Ter Horst e Tencati sono per esempio, viste le difficoltà nel cambio palla e a muro, due giocatori da testare anche per evitare di caricare di eccessiva pressione LeRoux, il quale ha manifestato notevoli miglioramenti anche a muro ma che non può da solo reggere tutto il peso dell’attacco piacentino. Lo stesso Vermiglio ha cercato di tenerlo a lungo “in freddo” per evitare di rendere scontata la distribuzione del proprio gioco, ma è evidente che – stante le difficoltà sia in primo tempo che in posto 4 – la scelta per l’ex palleggiatore di Treviso e Macerata risulti, sul secondo tocco, quasi obbligata.

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