Eataly, salumi Dop piacentini
dimenticati nella pubblicità

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Può darsi che qualcuno sia stato tentato di sospendere il premio Coppa d’Oro assegnato a Oscar Farinetti, dopo lo scivolone sulla comunicazione in occasione dell’inaugurazione di Eataly Piacenza dedicato alla “biodiversità della Provincia italiana”. Nella doppia pagina pubblicitaria sul quotidiano locale, infatti, tra le foto dei prodotti non ce n’era neanche una chiaramente collegabile ad uno dei tre salumi Dop (coppa, salame e pancetta) piacentini: in un trionfo di prosciutto, lardo, strolghino e culatello, insomma, Piacenza finiva accarezzata solo dal riconoscimento della sua “posizione cruciale”, situata com’è “nel cuore della pianura Padana e sulle rive del fiume Po”.
Oscar Farinetti, da questo punto di vista, predica bene e razzola male: nella nostra città si spinge a dire (e fa piacere, intendiamoci) che la coppa piacentina è il top dei salumi, anche meglio del culatello, ma – basti pensare ad un’altra pagina pubblicitaria apparsa tempo fa su Repubblica, per il lancio di Eataly Milano – come simboli del “meglio del meglio” dei salumi nazionali sceglie ben quattro tradizionali vanti dei ‘cugini’ di Parma (crudo, culatello di Zibello, salame di Felino e strolghino) insieme a capocollo di Cinta Senese, mortadella di Bologna, ‘nduja calabrese e a un salume abruzzese spalmabile. Alla faccia del primato della Coppa piacentina!

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