Si allontana la prospettiva del bosco in città. E’ polemica tra il Comitato per il Parco della Pertite e la Giunta di Palazzo Mercanti, dopo che il consiglio comunale, il 7 aprile scorso, ha bocciato l’emendamento al Rue (Regolamento urbanistico edilizio). Proposto dal Movimento 5 Stelle nell’ambito della discussione sul Psc in via di adozione, l’emendamento proponeva di classificare l’area Pertite come ‘Parco urbano’ anziché come ‘Area militare da valorizzare’. In un rompicapo di sigle, si dichiara fortemente deluso il Comitato, secondo il quale l’emendamento al Rue “avrebbe fatto risparmiare due anni al raggiungimento dell’obiettivo, senza attendere l’approvazione del Psc e del conseguente Poc (Piano operativo comunale)”. La sua bocciatura, viceversa, allontana – sempre secondo il Comitato – la realizzazione del parco. Questo perché la mancata classificazione dell’area a ‘Parco urbano’ nel Rue consegnerebbe la vicenda a trattative e accordi complessi con lo Stato sull’insieme delle aree da valorizzare, quindi a una procedura assai più lunga e laboriosa: addirittura “tempi lunghissimi”, denunciano gli ambientalisti.
Diverso l’approccio dell’amministrazione comunale, per la quale, invece, sarebbe stata decisione impropria quella di vincolare l’area a parco pubblico in seno al Rue, essendo l’area stessa ancora nella disponibilità della Difesa. Per il Comune il compito della classificazione (a parco urbano) spetterà in un secondo momento al Poc. Ogni cosa a suo tempo, quindi. Inoltre, secondo l’assessore alla Pianificazione Urbana Silvio Bisotti “non è vero che respingendo l’emendamento si rallenta l’acquisizione della Pertite dal momento che nel Psc si dice chiaramente che la finalità dell’area militare è quella di divenire un parco pubblico. Esiste già- prosegue Bisotti – una scheda-progetto: manca solo la disponibilità effettiva dell’area. Potremmo anche averla subito – puntualizza l’assessore – poiché con destinazione pubblica la legge consente di acquisirla, a patto però che siano soddisfatte due condizioni: il completamento della bonifica in corso e la delocalizzazione della pista per mezzi pesanti che si trova ancora dentro la Pertite”.
Le precisazioni dell’assessorato non spengono tuttavia la protesta. Il mancato inserimento dell’area nel Regolamento urbanistico (Rue), con la sua bella classificazione a parco, induce il Comitato ad accusare sindaco e giunta di “clamorosa smentita” e di retromarcia rispetto agli impegni presi e alle promesse politiche fatte.
“L’inserimento dell’ex Pertite nel Rue, stralciandola dal resto delle aree militari – spiega Maria Pia Romano del Comitato Parco della Pertite – era la strada da seguire, quella sostenuta da noi, invece si è scelto di considerare la Pertite insieme alle altre aree, di andare a trattare con il Ministero della Difesa e solo in un secondo tempo inserirle nel Poc. Ma si tratta di un iter lunghissimo. Il Consiglio comunale, invece, approvando l’emendamento poteva classificare da subito l’area della Pertite come parco urbano. Si trattava di un passaggio necessario – prosegue Romano – come suggerito anche dal presidente della commissione Difesa del Senato La Torre, in visita qui a Piacenza. Tale classificazione avrebbe avuto la felice conseguenza di non attribuire all’area un valore commerciale in quanto non edificabile e avrebbe consentito la cessione della medesima come area priva di qualsiasi valore di mercato. Serviva un’azione incisiva dell’amministrazione comunale che dimostrasse la volontà dell’ente di destinare la ex Pertite a una funzione totalmente pubblica, aprendo le porte alla gratuità della cessione. Questa era l’occasione per dare un segnale, che invece non c’è stato”.
Ma nel Psc l’area Pertite è già destinata a parco, non vi basta?
“Nel Psc è scritto ‘qualora si disponesse dell’intera area o parte di essa si destinerà a verde pubblico’ – chiarisce la rappresentante del Comitato -. Significa, cioè, che siamo sottomessi alla volontà dei militari, invece dovremmo dire noi per primi che vogliamo l’area a verde. Quel ‘qualora si disponesse’ è ambiguo, è poco chiaro, ci lascia perplessi. Quello dell’inserimento nel Rue sarebbe stato un atto amministrativo netto, in grado di fare luce piena sulla volontà dell’amministrazione. Speriamo che i prossimi passi siano più limpidi, che si vada a Roma a discutere, che si consideri lo stralcio dell’area Pertite dalle altre aree militari, in quanto area da trattare in modo privilegiato, nel rispetto della volontà di oltre 30mila cittadini che nel referendum si sono espressi a favore della destinazione a Parco dell’intera area. Noi saremo sempre attivi e chiediamo che anche i cittadini ci sostengano”.




