di Roberta Suzzani – «Un sogno nel cassetto? Andare avanti così. Con quel modello sinergico di volontariato e operatori che non temo di definire intelligente e che siamo riusciti a tutelare nonostante fino alla fine abbiano tentato di portarcelo via».
A operazione “salvate il 118 di Piacenza” conclusa, Paolo Rebecchi, coordinatore provinciale di Anpas, può tirare una riga su oltre due anni di battaglie e gridare “vittoria”.
Vittoria su un progetto di trasferimento della centrale operativa del Pronto Soccorso che, prima di ogni cosa, non assicurava la salvaguardia di un modello d’eccellenza piacentina. Un fiore all’occhiello a più petali in cui volontari e medici continueranno a lavorare fianco a fianco in un modello virtuoso e performante.
«Il sistema organizzativo piacentino – ribadisce Rebecchi oggi che i fatti gli hanno dato ragione – è efficiente ed economico. Un modus operandi che al personale volontario dovutamente formato, affianca un sistema di professionisti dell’Ausl pronti a intervenire in caso di necessità. Questo sistema ha permesso e fortunatamente continuerà a permettere di offrire al territorio un’ottima copertura in un sistema di regime di costi equilibrato. Un modello virtuoso e performante».
Ora che il rischio di vedere scomparire il lavoro di anni è lontano i giorni convulsi che hanno preceduto la Conferenza sociosanitaria, con quel documento che non rispecchiava la volontà del territorio né teneva conto delle richieste fatte dal comitato, sembrano lontanissimi.
Due anni fa, quando si affacciarono all’orizzonte i primi progetti di trasferimento della centrale operativa, la mobilitazione contro l’accorpamento con Parma fece subito sentire la sua voce.
«Da subito abbiamo sottolineato che quello che ci premeva era salvaguardare il nostro modello di lavoro. Certo ci tenevamo anche a mantenere il servizio in loco, ma prima non era una priorità. Alla vigilia della Conferenza Sociosanitaria che avrebbe dovuto esprimersi sull’argomento ci è arrivata notizia che i punti del programma stilato dal Comitato relativi alla gestione dei protocolli per codici blu, per ictus e governance, non solo non erano stati rispettati, non comparivano neppure. La nostra reazione è stata immediata e oltre a bloccare la discussione in Conferenza abbiamo ottenuto che Comune, Ausl e Provincia scendessero in prima linea al nostro fianco».
Grazie a questo fronte comune la Regione ha messo mano al documento programmatico rielaborandolo secondo le indicazioni di Anpas e Progetto Vita.
«Inutile dire che siamo soddisfatti» prosegue Rebecchi «Grazie all’impegno dell’assessore Stefano Cugini, dei mass media che ci hanno fatto da cassa di risonanza e di tutti coloro che si sono impegnati in questa battaglia, il territorio non perderà un servizio che funziona alla perfezione e lo caratterizza come eccellenza in questo campo. A bocce ferme posso dire di aver fatto tutto quello che abbiamo potuto fare e, concedetemi un accenno polemico, a chi dice che si poteva fare di meglio rispondo che le cose vanno fatte, non dette».
Guardando al futuro per Rebecchi e il comitato c’è una nuova sfida. «Con onore saremo al tavolo per lo sviluppo tecnologico della centrale. Un nuovo impegno che affronteremo con serietà e determinazione».




