scritto da Redazione Online Dic - 7 - 2017 TAG:

Nel marzo dell’anno prossimo la Banca di Piacenza aprirà la “Salita al Pordenone” in Santa Maria di Campagna. Lo ha detto il Presidente esecutivo della Banca di Piacenza Sforza Fogliani alla presentazione del tradizionale libro strenna del popolare Istituto di credito parlando alla Sala Veggioletta della Banca. L’evento (che durerà alcuni mesi) riscopre il cosiddetto “Camminamento degli artisti” perché lì gli studenti dell’Istituto d’arte Gazzola – come ricordava spesso Ferdinando Arisi, il nostro più importante storico dell’arte – si recavano per vedere gli affreschi del Pordenone da vicino e studiare in quel modo anche la prospettiva (alcuni, vi scrissero anzi anche il loro cognome, con graffiti tuttora visibili e protetti da vetri). Nella cupola di Santa Maria di Campagna è percorribile, anche da più persone, una galleria circolare, aperta sull’esterno della città, il cui panorama è così leggibile a 360 gradi.
La Salita – ha detto il presidente Sforza Fogliani – si incentra nella valorizzazione della chiesa, voluta da Clemente VII, come “crocevia di artisti”, con opere, oltre che del Pordenone, del Guercino, di Ignazio Stern, di Antonio Campi e del Sojaro (opere che a loro volta ispirarono il Genovesino). E la manifestazione dedicata al “crocevia di artisti” si inquadra in un contesto scientifico unitario, con una trilogia artistica che la Banca di Piacenza organizzerà negli anni con il rilancio del tema dei pellegrini e dei banchieri, che l’Istituto cominciò ad approfondire con un convegno internazionale tenuto decenni fa.
Il Presidente Sforza Fogliani si è anzi augurato che la nostra città – “in cordiale e proficua intesa” – possa nel 2018 offrire in contemporanea, a piacentini e forestieri, la possibilità di salire (o risalire) all’altezza di affreschi di prim’ordine di diversi artisti (Guercino, Pordenone, Sojaro). “Una contemporaneità – ha detto – che sarebbe un primato assoluto, finora ineguagliato nel nostro Paese e, forse, anche all’estero”.
Proprio al “Pordenone in Santa Maria di Campagna” la Banca ha dedicato la strenna di quest’anno, curata da Eleonora Barabaschi con immagini ad alta definizione di Marco Stucchi e progetto grafico, stampa e allestimento Tipleco. La pubblicazione reca già in prima e in ultima pagina quello che sarà il logo dell’evento primaverile incentrato su una P con il Dio padre in volo, della lanterna centrale.
L’opera è stata illustrata alla Veggioletta dai presidenti Nenna e Sforza Fogliani e da Leonardo Bragalini e, per la parte teologica, da padre Secondo Ballati del Convento dei frati minori di Piacenza, che realizzerà l’evento della Salita in collaborazione, oltre che con la Banca, col Comune di Piacenza proprietario dell’insigne basilica.
Il volume, riccamente illustrato a colori ed inframmezzato da frasi del Vasari, di Ferdinando Arisi, del Carasi, di Marco Boschini e di Luigi Lanzi contiene altresì, oltre che una ricca bibliografia, una parte dedicata alla cappella dei Magi (con l’autoritratto del Pordenone) ed un’altra con il Sant’Agostino pordenoniano. E’ pure riprodotta l’opera “Disputa di Santa Caterina” con un uomo in abiti contemporanei che indica un foglio e che potrebbe essere un ritratto dell’arch. Alessio Tramello davanti alla sua basilica.
Gli organizzatori (Banca di Piacenza con il Comune ed il Convento dei frati minori osservanti) prevedono che i visitatori siano all’incirca 70.000, considerando che il camminamento è unico e che dovrà essere utilizzato sia per la Salita che per la discesa. Non comodo, ma comunque agevole, il percorso è stato dotato (a cura della Banca di via Mazzini, così come l’intero restauro della Salita, eseguito secondo le indicazioni della Sovrintendenza dei beni architettonici) di un assito-piazzuola ove i visitatori, a circa metà del cammino, potranno sostare ricevendo informazioni, oltre che da appositi cartelloni informativi, dalle guide (in gran parte, studenti e neo laureati) anche sulla storia della basilica (che ospitò per un certo periodo, nell’attuale sagrestia, il cadavere di Pierluigi Farnese dopo il tirannicidio, recuperato ad opera dei frati dal fossato del castello visconteo), basilica sorta dove prima insisteva una chiesuola dedicata alla Madonna, nell’ambito di un grande spiazzo nel quale si svolse poco dopo il 1000 un Concilio nel corso del quale Urbano II preannunciò la prima crociata, che poi indisse a Clermont. Nell’attuale coro sarà allestita una sala multimediale, ove i visitatori saranno introdotti alla vista, dall’alto, della basilica e della città così come potranno conoscere da vicino particolari degli affreschi del Pordenone e del Sojaro in cupola. E’ previsto anche un ampio programma di manifestazioni collaterali, sia in basilica che nella Sala del duca (quella, cioè, nella quale i duchi si preparavano a scendere ad assistere alla messa, da dietro una grata apribile per la comunione). Si susseguiranno conferenze (anche di Vittorio Sgarbi), concerti di musica cinquecentesca (pure sui due organi di cui la chiesa è dotata, uno trasferito a cura della Banca dal Municipale, ove veniva utilizzato per pezzi operistici di opere liriche), eventi vari (saranno, tra gli altri, premiati i migliori selfie scattati dai giovani visitatori sulla cupola).
Nell’ambito di queste manifestazioni sarà organizzata – in occasione del Ballo dei bambini – la Fiera di primavera sul piazzale e le strade antistanti la chiesa, con annessa esposizione di quadri realizzati nell’occasione di una gara d’arte estemporanea che si svolgerà nella stessa giornata.
In collaborazione con il Comune di Cremona e di Cortemaggiore è prevista l’organizzazione di un pullman navetta che raggiungerà i due capoluoghi (provvisti, com’è noto, di opere del Pordenone) attraverso Monticelli, dove gli interessati – a seguito di accordi con la Parrocchia ed il Comune – troveranno aperta e visitabile, nel castello, la cappelletta del Bembo e l’insigne basilica, con un tesoro di opere d’arte.

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