Fiorenzuola, cultura:
la scommessa è servita

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bottioniIl cartellone è quasi completo, ed è molto interessante. Si parte il 16 novembre con Massimo Lopez, poi arriverà Lella Costa con un testo di Serena Dandini sull’argomento, incandescente, del femminicidio. Il teatro classico sarà rivisitato dalla Kismet Opera con “Piccola Antigone” e “Cara Medea”. Poi, ancora, la bravissima fiorenzuolana Mariangela Granelli in “Materiali per Medea” (ancora il mito rivisitato) e a seguire Tindaro Granata con lo spettacolo più premiato della scorsa stagione, “Invidiatemi come io ho invidiato voi”, l’ex magistrato del pool Mani Pulite Gherardo Colombo  con “Freedom!”. E ancora, per completare un cartellone di grande rispetto, il coté musicale con il concerto del pianista classico Andrea Bacchetti, in session con il jazzista (sempre al piano) Andrea Pozza; l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Benedetti Michelangeli (il figlio), la grandissima Rossana Casale in “Il signor G. e l’amore” (Gaber c’entra qualcosa) e ancora l’operetta di Pippo Santonastaso (“Ma la vedova è allegra?”) e infine alcune date del Piacenza Jazz Fest, la commemorazione della Giornata della Memoria (27 gennaio), l’Aida verdiana portata in concerto dalla soprano Giovanna Redoglia e ben tre eventi portati in scena dalla locale (di Fiorenzuola) Scuola comunale di musica.
Ma come fa, in una città di piccole dimensioni come Fiorenzuola, a sussistere un cartellone del genere?
“L’attività del Verdi l’anno scorso ha chiuso in pareggio – risponde non senza orgoglio l’assessore alla Cultura Augusto Bottioni (nella foto) -, pur presentando una stagione di alto livello. Ci sostiene un pubblico affezionato, fedele e fidelizzato, e naturalmente gli sponsor.
Anche le compagnie fanno la loro parte, poiché mettiamo loro a disposizione un teatro anche per le prove, un teatro ideale per rodare nuovi spettacoli. Non è secondaria nemmeno la politica dei prezzi, decisamente competitiva. Da quest’anno, inoltre, è partita una politica di coinvolgimento delle scuole grazie alla collaborazione con il dirigente scolastico Mario Magnelli”.
Altre iniziative culturali a cui sta lavorando?
“La Hall of Fame dei personaggi illustri di Fiorenzuola. La completeremo a stralci (a breve con i letterati, poi con i musicisti, poi ancora con gli artisti) nella Sala dell’Orologio del Municipio, il sancta sanctorum per i fiorenzuolani, per il quale nutriamo l’ambizione che diventi un luogo stimolante per lo spirito.
Stiamo lavorando al museo archeologico (in accordo con la Sovrintendenza) e a una mostra permanente di diorami del Gruppo Presepisti. Di sicuro incrementeremo il Museo della comunità ebraica con un allestimento sull’università ebraica. Tutti spazi che cercheremo di mantenere vivi come stiamo facendo con il Museo del Teatro Verdi. Cercheremo, anche, di incentivare il turismo religioso puntando sulla via degli Abati e sulla via Francigena, svelando uno sguardo sul passato, riscoprendo le nostre radici”.
Capitolo spazi culturali: il progetto per il recupero dell’ex gazometro (che dovrebbe trasformarsi in museo della tipografia e caffè letterario) a che punto è?
“Il progetto è ancora fermo. Il comune di Carpaneto (che faceva parte della cordata di comuni della Val d’Arda destinatari dei finanziamenti del bando nazionale Arcus per le riqualificazioni, ndr) si è ritirato e abbiamo dovuto ridisegnare il progetto, che è in stand by ma resta in vigore: si tratta di un edificio dal grande valore storico, una delle poche officine di gas illuminante rimaste in Italia”.
In quali altre direzioni state lavorando?
“Abbiamo provato ad avviare un partenariato pubblico privato per il recupero dell’ex Municipio, nella centrale via Garibaldi, per farne sede della nuova biblioteca, ma si tratta di un percorso difficile. L’ex Macello già ora, invece, viene sfruttato al meglio: ospita eventi culturali ogni settimana e sta diventando un punto di riferimento per la città”.
La vita associativa è sempre vivace?
“Le associazioni fiorenzuolane sono numerose e sempre molto attive. Solo per San Fiorenzo abbiamo in programma 42 eventi. Cerchiamo di incrementare le iniziative per i giovani e già quest’anno abbiamo rivitalizzato manifestazione musicali storiche come ‘Why Not’?”
Dal suo punto di vista si vive ancora bene a Fiorenzuola?
“Sì, ritengo che la qualità della vita sia ancora buona, e questo nonostante la crisi e nonostante si sia drasticamente abbassata la soglia di sopportazione nei cittadini. Vedo ancora una grande voglia di reagire e di non smettere di lottare”.
A Fiorenzuola, però, è deflagrata la questione dell’ospedale: non ci voleva…
“A me, guardi, interessa un ospedale in grado di funzionare al servizio dei cittadini, assai meno l’edificio in sé. Se per arrivare ad avere una struttura d’eccellenza è necessario attraversare un periodo buio per sistemare le cose, bene, allora sono disposto ad affrontare questo passaggio”.

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