Mio post – Piacenza e la crisi, perchè non investire su progetti di lavoro temporaneo?

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di Paolo Maurizio Bottigelli* – La nostra città appare senz’altro come un luogo ricco di contraddizioni e di paradossi tanto più difficili da risolvere se affrontati da una certa “superbia” politica, che molte volte nasconde anche impreparazione, o mancanza di coraggio. L’estrema polarizzazione delle società moderne, concentra ricchezze enormi in poche mani e ridistribuisce povertà a molte teste. Assistiamo sempre di più ad una erosione anche di quei ceti considerati storicamente solida base del risparmio.
I dati nella nostra città sono allarmanti. La crisi ha prodotto nella società una rottura sociale ed antropologica con conseguenze irreversibili. Sappiamo ormai che le cose sono più complesse di come appaiono e raramente riducibili all’immagine che ne danno gli esperti. Le “mancanze” (reddito, lavoro, casa) riducono strati sempre più larghi di popolazione ad una sofferenza, un qualcosa di nascosto che logora dentro alle persone. La miseria fa irruzione, e non si è preparati ad affrontarla, lo dimostra il fatto che ormai il fenomeno è incontrollabile. Da tempo “Via Roma città aperta” ha denunciato l’emergenza, allarmi, rimasti sospesi in un limbo di indifferenza poca attenzione da parte degli amministratori, e della società civile. L’associazione denuncia che tutte le politiche messe in campo sono proposte insufficienti ad affrontare l’emergenza. Lasciano i nuovi poveri sempre in secondo piano e a dissanguarsi in interminabili graduatorie e file ai servizi sociali.
Noi abbiamo avanzato, progetti e proposte, che attualmente giacciono in cassetti polverosi di assessori e sindaco. Proposte che avevano caratteristiche di buon senso e di svolta rispetto alle politiche ed agli atteggiamenti. Una delle tante proposte era quella dei lavori temporanei, abbiamo proposto di abbandonare le strade degli appalti ed affidare la manutenzione della città ai cassintegrati, ai precari. Naturalmente con progetti percepiti in modo diverso rispetto alla continuità con il passato. Avevamo speranze, ma siamo stati gelati dal silenzio e dall’indifferenza delle nostre istituzioni. Evidentemente essere stati inascoltati non era segno di essere nel torto, semplicemente i nostri interlocutori sono schiavi delle proprie abitudini politiche. Esiste ampia documentazione di quello che scrivo.
Adesso scopriamo che a pochi chilometri da noi, l’amministrazione comunale di Parma, investe duecentomila euro in un progetto di lavoro temporaneo per i disoccupati. Lavori pubblici e manutenzione del verde e dei beni della città. Come spiega l’amministrazione comunale di Parma la misura rientra nella volontà dell’amministrazione “di rafforzare l’impegno a sostegno del reddito e di una politica attiva del lavoro rivolta alle persone più deboli in quanto in difficoltà per aver perso il posto di lavoro o per essere ad oggi inoccupate”. Si tratta di un primo passo che però “può contribuire a prevenire e contrastare la disoccupazione di lunga durata e il cronicizzarsi di condizioni di indigenza”. A distanza di tempo come non provare tristezza pensando a tutto quel tempo perso, sull’altare delle verità stabilite dai “nostri” esperti amministratori.

* associazione “Via Roma città aperta”

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