
Dopo il primo appuntamento shakespeariano della stagione, Kabukista
porta in scena Molto rumore per nulla, una delle commedie più amate
del Bardo, in un allestimento nel quale si vuole esplorarne la modernità
sorprendente.
La commedia intreccia due storie d’amore dalle sorti opposte: quella
giovane e fragile tra Claudio ed Ero, che sembrerebbe destinata a essere
spezzata dall’inganno e dalla calunnia, e quella scintillante tra Beatrice e
Benedetto, due spiriti liberi che si fronteggiano a colpi di arguzia prima
di riconoscere, con loro stesso stupore, la profondità del loro
sentimento.
I temi: tra commedia e denuncia
Dietro la leggerezza del tono comico e dei battibecchi brillanti, Molto
rumore per nulla affonda le radici in questioni che non hanno perso
nulla della loro urgenza: l’onore femminile come costrutto sociale, il
giudizio della comunità, il potere che si esercita attraverso il controllo
della reputazione. La vicenda di Ero — accusata pubblicamente di una
colpa che non ha commesso — denuncia con forza la vulnerabilità della
donna di fronte all’arbitrio maschile e alla facilità con cui una parola può
distruggere un’esistenza.
Al tempo stesso, la relazione tra Beatrice e Benedetto propone un
modello alternativo e, per l’epoca, rivoluzionario: due individui che si
scelgono liberamente, fondando il loro amore sull’uguaglianza,
sull’intelligenza e sulla libertà di parola. Una coppia che non si piega alle
convenzioni, rivendicando il diritto all’autenticità contro il peso delle
etichette sociali.
Una commedia che fa ridere, che sorprende, ma che non smette mai di
interrogare.
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