Lupa-Atletico, è già cominciata
la stracittadina di Piacenza

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palloneCinque derby in serie A, uno che fa rodere il fegato in serie D. Bisognerebbe scomodare sentinelle della storia come Giovanni Bottazzini o Gianni Rubini per sapere se, come, dove e quando si sono affrontate nella stessa categoria il Piacenza e il Pro Piacenza. Salvo imprevedibili cataclismi o strampalate suddivisioni dei gironi la prossima stagione vivrà anche questo evento. Evitiamo i pistolotti inutili su quanto sia opportuna la presenza di due società, una che quest’anno ha lottato per la promozione in Lega Pro, l’altra che ha l’ambizione e l’obbligo del nome che porta per provare subito la scalata, sul medesimo pianerottolo. Sic rebus stantibus, rassegnandoci al fatto che non è stato e non è possibile avviare un discorso plausibile basato sull’unione fa la forza, si prenda atto anche che la “guerra” del campanile è già iniziata. Sul mercato prima ancora che sul campo. Al Piacenza ormai ex Lupa non si nasconde l’interesse per il trio Matteassi, Cazzamalli, Piccolo, dall’altra parte si tenta di strappare ai rivali Carmine Marrazzo (nella foto). C’è chi giura sia partita una proposta indecente dal club di Scorsetti che già a dicembre aveva provato invano a insinuarsi nell’affare siglato poi dai biancorossi. L’effetto, comunque, è quello di infilare l’attaccante tra coloro che son sospesi. Così come Francesco Volpe, top player mancato e protagonista di un’annata da dimenticare tra infortuni ed esibizioni non proprio all’altezza del curriculum. Il Piacenza vuole pensarci su bene prima di rinnovare il matrimonio con un giocatore che pur essendo un simbolo per la tifoseria non ha rispettato le attese in termini di rendimento. Situazione nota e decisamente in stand by. Resta invece Arena, giocatore che Viali ha sempre dimostrato di gradire per le caratteristiche di attaccante in grado sia di appoggiare la squadra, sia di finalizzare. Tra i reduci della cavalcata in Eccellenza il tecnico potrà contare anche sui vari Fumasoli, Tognassi, Passera, Pellaccini, Cortesi, Orlandini e Cavicchia. La logica è quella della conferma dell’ossatura base di un gruppo vincente sulla quale costruire un altro campionato da protagonisti ai massimi livelli. Con l’aggiunta di almeno un paio di pedine di pregio capaci di far compiere alla squadra il salto di qualità. Con un occhio di riguardo al discorso under che in serie D può fare la differenza. Le valutazioni sono iniziate, ma si attende la conclusione dei campionati di Lega Pro prima di chiudere qualsiasi operazioni. Con i tempi che corrono non c’è fretta di chiudere.

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