Leggevo gli articoli di Gianluca firmati con lo pseudonimo Giovanni Doperni e mi dicevo: questo è il più bravo…

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Ieri sono andato a Palazzo Galli, alla presentazione del libro “Storie di Sport” di Mauro Molinaroli. Sono andato perché c’era Bruno Zanolla, il centravanti di una squadra che non ha mai smesso di essere la squadra. Nemmeno la serie A è riuscita a rappresentare quello che hanno rappresentato loro. Sono andato alla presentazione perché mi sarebbe piaciuto ricordare in un momento pubblico, al suo pubblico, che oggi 9 di aprile sono dieci anni che Gianluca Perdoni ci ha lasciati qui. Non riesco proprio a parlare in un microfono, nemmeno per lui. Dieci anni sono tanti e Gianluca ne aveva troppo pochi. Ieri non sarebbe mancato. Troppo giovane per aver vissuto di persona la banda di GiBi Fabbri, ma suo padre deve avergli tirato una testa tanta, perché sapeva tutto. Sapeva anche che Zanolla era detto “lo sceriffo” per via delle gambe da ad arco. Il Corriere Padano ricorda Gianluca collaboratore prezioso. Leggevo i suoi articoli firmati sotto lo pseudonimo Giovanni Doperni e gli dicevo: questo è il più bravo, voglio conoscerlo. Lo conoscevo già, senza saperlo. Come tutti gli anni i suoi amici ricorderanno Gianluca il primo di giugno. Scelsero allora di ritrovarsi in un campo da calcio, per disputare un torneo dai bassi contenuti tecnici e agonistici nel giorno del suo compleanno. E non si sono mai fermati, pandemia a parte. Ad una edizione partecipò, come ospite, pure la mamma di Gianluca, purtroppo anche lei non c’è più. Dieci anni sono tanti. Cominciano a pesare negli arti degli atleti, epperò è già tutto pronto per la prossima edizione. L’organizzazione è semplice: chi può viene, chi non può manda qualcuno. Chi può prenota un campo, chi lo ha, porta un pallone. Poi si comincia a giocare. Qualche corsa, qualche svirgolata, tanti abbracci. Il resto è solo spasmodica attesa di quello che dice: basta! Un torneo di calcio genuino, per ricordare un amico genuino.

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