
Prestare servizio in una pubblica assistenza supportando persone affette da patologie invalidanti o in fase terminale. Operare in istituti scolastici e professionali affiancando giovani in condizioni di disagio e a rischio abbandono scolastico. Impegnarsi quotidianamente per promuovere l’inclusione di soggetti disabili, rafforzando coesione sociale e cittadinanza attiva. Sono solo alcune delle possibilità per mettersi a disposizione della propria comunità offerte dai progetti di Servizio Civile Universale, col nuovo bando aperto fino al 15 febbraio 2024.
In tutto i posti disponibili – in Italia e all’estero – sono 52.236: i giovani interessati, obbligatoriamente di età compresa tra i 18 e i 28 anni, possono candidarsi a uno solo dei progetti di servizio civile, completando la procedura entro i termini previsti attraverso la piattaforma online DOL. I progetti – si legge nel bando – si realizzeranno tra il 2024 e il 2025 su tutto il territorio nazionale e all’estero, avranno una durata compresa tra 8 e 12 mesi ed è previsto un compenso mensile di 507, 30 euro.
I progetti a Piacenza – Sono diverse le opportunità anche nel territorio di Piacenza, dove si prevede vengano attivati 61 progetti in tutta la provincia che spaziano dalla promozione dell’educazione e dei diritti del cittadino ai servizi per l’infanzia; dall’assistenza a persone disabili, malate o anziane alla diffusione dell’inclusione sociale attraverso lo sport e l’attività motoria. Focus anche su attivismo civico, contrasto alla povertà, all’illegalità, alla violenza e alle dipendenze. È possibile consultare il dettaglio delle singole iniziative e degli enti che le organizzano utilizzando la banca dati dedicata, accessibile dal sito internet https://www.scelgoilserviziocivile.gov.it/, che permette una ricerca mirata e filtrata a seconda di aree di interesse e collocazione geografica.
Un’esperienza ormai consolidata, quella del servizio civile, ma che si evolve e trasforma con gli anni: nato nel 1972 come diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare, alternativo quindi alla leva e in quanto tale obbligatorio, quasi trent’anni dopo, con la legge 64 del 6 marzo 2001, il servizio civile cambia la propria natura, diventando un’iniziativa organizzata su base volontaria, aprendosi così anche alla partecipazione delle donne. Oggi le linee di indirizzo del servizio civile hanno come stella polare gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite: ogni progetto, infatti, riguarda specifici ambiti di azione dell’Agenda Onu 2030, indicati nel Piano triennale 2023-2025 per la programmazione del Servizio Civile Universale. L’ambizione è quella di mettere a terra visioni e traguardi di ampio respiro, all’apparenza spesso lontani dalle dinamiche quotidiane di una comunità. Il servizio civile ambisce quindi ad essere una “palestra” per i cittadini di domani, un’occasione per crescere attraverso il dialogo e il confronto, supportare chi vive situazioni di disagio o ha minori opportunità restituendo un importante bagaglio di strumenti e competenze da impiegare nel proprio futuro personale e professionale.




