
Tante presenze oltre alle aspettative per il primo Pride di Piacenza con una coloratissimo corteo per le strade del centro e festa, cibo e musica disco in serata ai Giardini Margherita
di Edoardo Pivoni
Più di 3mila persone per il Piacenza Pride – il primo della stagione e della sua storia – organizzato nella nostra città in un caldissimo 27 maggio, per il quale hanno voluto essere presenti due ospiti d’eccezione: l’attivista ed ex parlamentare Vladimir Luxuria e il deputato Alessandro Zan, relatore dell’omonimo disegno di legge mai approvato contro l’omobitransfobia nella scorsa legislatura, i quali hanno tenuto per tutto il percorso lo striscione che apriva il corteo.
Presenti nelle prime file per il Comune di Piacenza gli assessori Serena Groppelli, Mario Dadati e Adriana Fantini nonché i sindaci con fascia tricolore di Sarmato e Calendasco, Claudia Ferrari e Filippo Zangrandi. “Siamo sindaci e quindi siamo i rappresentanti istituzionali di tutta la comunità, nessuno escluso”, hanno detto i due primi cittadini. Ferrari, in particolare, ha fatto scalpore mediatico per aver pubblicamente dichiarato di voler trascrivere l’atto di nascita di un bambino come figlio di una coppia di mamme all’anagrafe. Il ritrovo ai Giardini Margherita ha visto anche la presenza di un banchetto della Croce Bianca per la raccolta fondi per le popolazioni alluvionate della Romagna. Come previsto il corteo ha attirato migliaia di persone non solo dal Piacentino ma anche da province vicine e lontane (come ad esempio i comitati Pride di Cremona e Parma), sulle note d’apertura dei musicisti del Piacenza Jazz Club e un trenino delle Famiglie Arcobaleno si è snodato per un percorso particolarissimo nel centro storico, attraverso via Alberoni, via Roma, Piazzale Roma, viale Patrioti, Piazzale Libertà, il Pubblico Passeggio, via Giordani, Piazza S. Antonino, via S. Antonino, Largo Battisti, Piazza Cavalli, via Cavour e di nuovo tutta via Roma e via Alberoni, rientrando ai Giardini Margherita. Migliaia di passanti, piacentini e non, hanno assistito incuriositi o sorpresi del primo Pride nella città, tra musica, costumi e trucchi appariscenti, e tanta satira nei confronti dell’attuale Governo. Numerose associazioni e ONG hanno voluto essere presenti alla manifestazione, che si è svolta in un sereno e rispettoso clima di festa. La città ha accolto con gioia il corteo in ogni punto del suo percorso. È stato un Pride che ha unito tutte le generazioni, dai più piccoli ai più anziani: davanti alla casa di riposo ‘Maruffi’ qualche ospite ha approfittato del passaggio del corteo per partecipare alla festa.
“Piacenza è una città che ha fegato. Il nostro grido gioioso si sente fino ai palazzi del potere per chiedere diritti, uguaglianza e libertà. Per il Governo siamo un’arma di distrazione di massa, il problema delle famiglie italiane è il precariato, non i gay o le famiglie arcobaleno” sono state le parole di Luxuria, Madrina ufficiale del primo Piacenza Pride. “I Pride sono un presidio di libertà, in questo momento i diritti sono sotto attacco. Nel nostro Paese sono in continuo aumento i reati di odio, bisogna intervenire sia dal punto di vista legislativo che educativo – le parole del deputato Zan -. Purtroppo le possibilità di manovra con questo Governo al potere sono limitate, ma dalla società civile è grande l’esigenza di diritti e uguaglianza”. In testa al corteo, oltre agli organizzatori piacentini, anche la presidente nazionale di Arcigay Natascia Maesi: “C’è bisogno di rivendicare i diritti in un Paese che ci riconosce gli stessi doveri, ma non fa lo stesso con i diritti”. “La parata sta abbracciando la città con orgoglio, inclusione, musica, colore, in nome dei diritti civili – ha spiegato Salvatore Godino, presidente dell’Arcigay Piacenza Lambda -, un momento di festa e di riflessione aperto a tutte e tutti, che vuole lanciare un messaggio semplice e chiaro: le diversità sono fonte di ricchezza per la comunità piacentina”. Fiorenzo Gimelli, presidente nazionale di Agedo, ha chiesto alla politica di “riconoscere l’uguaglianza di tutti i cittadini che, avendo gli stessi doveri, dovrebbero avere anche gli stessi diritti”.
La festa serale animatissima ai Giardini Margherita ha visto il susseguirsi degli interventi di vari attivisti e ospiti, drag queen e politici, tra cui la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi, sotto la conduzione della comica milanese Debora Villa, di fama nazionale. Al termine degli interventi, la serata è continuata ai Giardini con momenti di aggregazione e convivialità con street food&drink della Luppoleria di via Alberoni, KMZero Piacenza, SuperFood, Milsabores e ChezArt. Per la parata l’intrattenimento è stato offerto dal djset di John Belpaese+Rex&Jd More. Per la festa, invece il djset è continuato con Babel, Drag Attack, i cantanti Ambre Marie con Surrealistic Pillow e Nicola Lombardo, e poi il dj set conclusivo Vinileconstile di Roberto Dassoni. Vasto il servizio di ordine pubblico che ha visto in campo polizia locale, carabinieri e polizia e Croce Bianca.




