Addio a Giancarlo Bianchini, già parlamentare DC, ex presidente della Camera di Commercio e modello per il volontariato piacentino con ASSOFA

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È scomparso all’età di 84 anni l’ex parlamentare piacentino della Democrazia Cristiana Giancarlo Bianchini ed ex presidente della Camera di Commercio e dell’Ente Fiere, grande figura di rilievo per il mondo del volontariato piacentino e non con la legge 266/91. “È l’ultimo esponente di quella generazione che ha saputo ricostruire il Paese dalle rovine causate dal fascismo e della guerra”, ha detto Matteo Spezia, presidente della Cooperativa San Martino e dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani.

Nato a Monticelli d’Ongina nel 1938, si trasferisce nel 1955 a Piacenza con la famiglia, dove il padre aveva aperto un distributore di benzina AGIP nella zona di San Lazzaro. Bianchini entra poi in Azione cattolica nella parrocchia di Santa Maria in Gariverto, avvicinandosi al mondo del sociale come educatore dei più piccoli. In questi anni conoscerà la sua futura moglie, Rosetta Casali, insegnante, che sposerà poi nel 1966 e da cui avrà tre figli. Nel frattempo Bianchini diventa ragioniere per pagarsi gli studi universitari e conseguire la laurea in Economia all’Università Bocconi di Milano. Dopo, prosegue la carriera accademica diventando docente di Economia aziendale prima all’Università di Parma e poi a quella di Modena.

Parallelamente si avvicina anche alla politica, impegnandosi nelle fila della DC da grande cattolico, nella corrente più di sinistra e riformista. Nei primi anni ’70 guida lo ‘Scudo crociato’ a Piacenza, stringendo un rapporto di assoluta fiducia e amicizia con l’allora ex ministro dell’Industria Carlo Donat-Cattin. Sarà proprio quest’ultimo, colpito dal pragmatismo di Bianchini, a indicarlo come guida della Camera di Commercio di Piacenza, ruolo che ricopre dal 1975 al 1983. Sono gli anni in cui Piacenza viene proiettata a livello internazionale sul settore delle esportazioni dei suoi prodotti locali come mai nessuno aveva fatto prima: a questo proposito Bianchini fonda infatti anche il consorzio Piacenza Alimentare.

Nel 1983 Bianchini lascia la presidenza della Camera di Commercio e alle elezioni politiche di quell’anno viene eletto per la prima volta come deputato della DC alla Camera, ottenendo migliaia di voti nel collegio elettorale che comprende Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena. Sarà poi riconfermato parlamentare anche alle elezioni politiche del 1987. Alla fine degli anni ’80 stringe una grande amicizia con l’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, allora ministro dell’Istruzione, invitato a visitare la ‘Casa del Fanciullo’ proprio da Bianchini.

L’impegno parlamentare termina nel 1992 in vista di nuove elezioni politiche e dello scandalo ‘Tangentopoli’ che spazza via quasi tutti i partiti storici della Prima Repubblica e le sue figure di spicco. L’onda delle indagini di ‘Mani Pulite’, tuttavia, non travolge Bianchini, mai sfiorato minimamente da alcun tipo di addebito in tutta la sua vita. A questo punto torna a dedicarsi a tempo pieno al volontariato e all’attività ecclesiale e dal 1993 diventa presidente di AS.SO.FA, l’Associazione volontaria di Solidarietà Familiare per le persone portatrici di handicap di Piacenza esistente dal 1981. Bianchini firmò da parlamentare la legge quadro 266 dell’11 agosto 1991, che diede dignità legale al mondo del volontariato in generale.

Dalla sua Rompeggio si era trasferito dagli anni ’70 a Ferriere, il paese dell’Alta Val Nure che gli era entrato nel cuore e dove organizzava tante iniziative coi ragazzi dell’ASSOFA, anche grazie al parroco Sandro Civardi e l’allora sindaco Giuseppe Caldini. Si era soliti vedere Bianchini in montagna allestire i tavoli, guidare i furgoni e organizzare le camminate e le spiedate al rifugio del Monte Penna. Nel 2016 è stato insignito dell’Antonino d’Oro e nel 2019 l’amico Mattarella lo ha ricevuto al Quirinale con l’ASSOFA.

“Con la scomparsa di Bianchini, Piacenza piange una figura di primo piano, che ha saputo essere un solido, costante punto di riferimento in ogni ambito in cui ha messo a servizio della collettività le proprie competenze e il proprio senso di appartenenza al territorio”, ha detto la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi, rendendogli omaggio a nome di tutta l’Amministrazione comunale. “Era un maestro di vita per chiunque si fosse trovato a convivere con la disabilità”, hanno detto al Centro di Servizio del Volontariato dell’Emilia. Lo ha ricordato il consigliere comunale piacentino Stefano Cugini: ‘Fai volontariato e ti occuperai dei tuoi bisognosi. Fai politica e ti occuperai di tutti i bisognosi della tua comunità’, gli disse Bianchini quandò andò a trovarlo per chiedergli consigli. Un saluto corale è arrivato da parte di tutta la politica locale, anche della vicepresidente della Provincia Patrizia Calza: “Era straordinariamente appassionato alla vita, in particolare a quella di chi più di altri vive in difficoltà, e alla politica, quella che delle vita delle comunità si prende cura.” Bianchini era un uomo di fede ma anche molto pratico: “Ricordo una massima a lui molto cara: ‘Quando sei nel deserto e hai sete non basta pregare Dio che ti faccia trovare l’acqua, ma devi metterti a scavare il pozzo, pregando il Signore che ti faccia trovare l’acqua!’, ha spiegato Paolo Zucchini, che ha frequentato per anni l’ASSOFA. “Un vero esempio di impegno per il bene comune in ogni ambito: la famiglia, la politica, l’amministrazione, l’insegnamento universitario e, soprattutto, il volontariato”, ha aggiunto il presidente di ACER Piacenza Marco Bergonzi: “Da oggi Piacenza è un po’ più povera.”

I funerali si terranno lunedì 5 dicembre alle 14.30 presso la chiesa di San Giuseppe Operaio.

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