
L’aumento dei costi energetici e dell’inflazione – con pesanti rincari anche sui generi di prima necessità – preannuncia una nuova stagione di difficoltà per le famiglie piacentine. Sale la preoccupazione in vista dell’autunno: crescono le situazioni di emergenza sul territorio e si allarga la fascia delle nuove povertà. L’Emporio solidale di Piacenza deve far fronte a nuove necessità: “Quotidianamente tocchiamo con mano le difficoltà di tante famiglie che non sanno come affrontare le spese per l’affitto, le utenze domestiche e l’acquisto dei generi di prima necessità. Le previsioni per i prossimi mesi non sono buone e impongono nuove riflessioni sul territorio”, afferma il presidente dell’Emporio solidale, Mario Idda. Oggi l’Emporio piacentino – situato in via Primo Maggio, 62 – assiste 160 famiglie bisognose di aiuto: i numeri sono in crescita e nuovi gruppi familiari bussano alla porta. “Ci troviamo di fronte ad una situazione di estrema difficoltà. Decine famiglie – uscite da poco dalla cosiddetta “zona grigia”, grazie ai nostri percorsi di sostegno – si trovano ora al punto di partenza e non riescono a sostenere i pesanti rincari causati dallo scoppio della guerra in Ucraina”, afferma il presidente Idda. A tali situazioni si aggiungono le difficoltà dei nuclei monoreddito e monogenitoriali che fino a pochi mesi fa vivevano in situazioni di autonomia economica e che oggi si trovano costrette a chiedere aiuto: “All’Emporio solidale – ricorda Idda – abbiamo attivato il Centro di solidarietà della Compagnia delle Opere di Piacenza (Cds) per supportare le famiglie nella ricerca di un lavoro e nel recupero della propria autosufficienza economica”. Il presidente Idda evidenzia il successo dei percorsi di co-progettazione avviati sul territorio e auspica che tali esperienze possano essere prese da esempio per il futuro. “Grazie al fondo welfare “Insieme Piacenza” – istituito a luglio 2020 da Comune di Piacenza, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Diocesi di Piacenza e Bobbio e Crédit Agricole – abbiamo aiutato le famiglie in emergenza abitativa, coperto le spese sanitarie e l’acquisto dei beni di prima necessità per i nuclei in disagio. Abbiamo sostenuto nuove strutture di accoglienza (come il Nido di via Grondana) e effettuato interventi strutturali come il microcredito e il fondo sviluppo per le attività rimaste chiuse nei duri mesi della pandemia da covid-19. La generosità dei piacentini e la capacità di fare rete nel ricercare soluzioni – conclude Idda – rappresentano i punti di forza del territorio, grazie al connaturato senso civico e di corresponsabilità insiti nella nostra comunità”.
Caritas: “Nessuno va lasciato solo”
Richieste raddoppiate e strutture di accoglienza al completo: la Caritas Diocesana di Piacenza e Bobbio affronta nuove emergenze sul territorio. “Da sei mesi abbiamo esteso il servizio di supporto e accompagnamento ai profughi ucraini (sono circa un centinaio le famiglie aiutate) che vengono ospitati dalle parrocchie e dai privati”, afferma il direttore della Caritas piacentina Mario Idda, il quale evidenzia l’aggravarsi della situazione nell’ultimo periodo: “Con l’incrementarsi del fenomeno migratorio dalla rotta balcanica, quotidianamente cerchiamo soluzioni per le persone che non hanno un posto dove andare. Per questi motivi – aggiunge – partecipiamo al tavolo istituito recentemente dalla Prefettura al fine di affrontare tali situazioni in modo dignitoso. Nessuno – afferma Idda – può essere lasciato solo”. La situazione non è semplice: la Mensa della Fraternità di Via San Vincenzo lavora a pieno ritmo (pranzo e cena) con almeno un’ottantina di ospiti al giorno. “Le nostre strutture di accoglienza sono al completo”, afferma il direttore Idda, che aggiunge: “Lo scorso anno abbiamo inaugurato nuove realtà – come la Casa Accoglienza don Paolo Caminati opera segno della Comunità parrocchiale Nostra Signora di Lourdes e il Nido di via Grondana – ma non abbiamo letti disponibili per nuovi ingressi”. Anche alla Casa accoglienza Sacra Famiglia, i posti sono esauriti”. Il direttore Idda anticipa l’impegno sul territorio per i prossimi mesi: “Stiamo ragionando con tutti i soggetti che operano nel sociale per dare risposte rapide alle nuove emergenze, come accaduto in passato con il progetto “Casa tra le Case”. Istituito nel 2016 – insieme a Comune, Fondazione di Piacenza e Vigevano, parrocchie e privati – , il progetto mette a disposizione 27 abitazioni su turnazione: “Le famiglie riescono a recuperare la propria autonomia attraverso un percorso di aiuto – di circa un anno – durante il quale usufruiscono di un alloggio arredato e di servizi di accompagnamento in sinergia tra gli enti del territorio. Intendiamo proseguire in questa direzione intervenendo anche in altri ambiti”.




