
Il sindaco Luca Quintavalla sottolinea come l’evento più importante continui a funzionare da stimolo per la crescita di tutta la Bassa nonostante il quadrosia stato reso complicato dalla scioglimento dell’Unione dei comuni della Bassa
Se consideriamo che quella di quest’anno è la settima edizione della Festa dello
Scalogno e che se non fosse stata sospesa due anni causa covid sarebbe invece
l’edizione numero nove, si comprende come sia stata una delle prime iniziative del
sindaco, ormai in scadenza, Luca Quintavalla. Glielo facciamo notare perché ne
ripercorra le origini.
“Nel 2013 quando fui eletto, Castelvetro non aveva una sagra riconosciuta come
icona del territorio. Quindi ci siamo inventati questo evento che si basa su un
prodotto agricolo tipico e riconoscibile come lo scalogno di cui Castelvetro, la Bassa
Piacentina e la Provincia di Piacenza tutta sono leader nazionali. Sull’entusiasmo del
successo ottenuto dalla prima edizione è nata la Pro Loco diventata poi un motore di
iniziative. Tant’è che ne ha messe in fila altre, dalla “Tortellata di San Giovanni” a
“Porcal’oca” alimentando una preziosa collaborazione tra le varie associazioni.
Sospendere la Festa dello scalogno due anni è stata una sofferenza, negli anni era
cresciuta costantemente e l’ultima edizione del 2019 era stata un grande successo.
L’anno successivo nello stesso periodo della festa abbiamo organizzato una serata
per riconoscere il valore del volontariato che tanto impegno stava profondendo nel
mezzo dell’emergenza pandemica. Oltre a lrene Priolo, assessore regionale al
volontariato, erano intervenuti i volontari della Protezione Civile, Pubblica
Assistenza, le assistenti sociali, l’Istituto Biazzi e altri ancora. La Festa delle
Associazioni e del No Profit si terrà anche quest’anno in concomitanza con la Festa
dello Scalogno e a tal proposito vorrei sottolineare come sia stata una scelta per
offrire al settore una meritata maggiore visibilità”.
Sfogliando la brochure che avete pubblicato si nota una grande partecipazione alla
RASSEGNA GASTRONOMICA di ristoranti, bar, pizzerie. gastronomie e agriturismi…
“Praticamente tutti. Anche la rassegna è cresciuta negli anni quasi per gioco. La
sostanza sta nel messaggio che vuole dare: cioè che lo scalogno ha una applicabilità
in cucina molto varia e dimostrare quanto ci guadagnino le varie ricetto dal suo
utilizzo essendo molto più delicato della cipolla. E poi che il livello della ristorazione
di Castelvetro è cresciuto moltissimo”.
Allarghiamo lo sguardo sul territorio, come vi state muovendo all’interno della
Strada del Po e dei Sapori della Bassa?
“Purtroppo, si sta indebolendo: lo scioglimento dell’Unione dei comuni della Bassa è
stata una scelta miope di alcuni alla quale sono sempre stato contrario ed ho
combattuto senza risultato. Al di là dei servizi comunali, poteva avere una valenza
almeno per la promozione territoriale. Così sta avendo un effetto negativo a cascata
sulle attività della Strada del Po. Come si sa, era formata dai comuni di Besenzone,
Caorso, Castelvetro Piacentino, Cortemaggiore, Monticelli, San Pietro in Cerro e
Villanova. Il primo comune a sfilarsi è stato Cortemaggiore, al quale ha fatto
seguito Monticelli. In seguito, anche Caorso, Besenzone e San Pietro in Cerro.
Quest’anno La Festa dello Scalogno sarà caratterizzata da un momento speciale,
domenica 4 settembre, dedicato alla firma del Patto di Amicizia con la cittadina
francese di Busnes. L’ iniziativa sarà un’ulteriore occasione di promozione del
nostro territorio e una nuova opportunità di scambi culturali e di buone pratiche,
anche economiche, in ambito internazionale.
Busnes è un comune francese situato nel dipartimento del Passo di Calais nella
regione dell’Alta Francia. Come Castelvetro, ha lo scalogno come “prodotto
principe” della propria produzione agricola e da ben 40 anni organizza la “Foire
à l’Echalote” (Fiera dello Scalogno). Quest’anno una delegazione francese,
composta dal sindaco e dalla presidente della Pro Loco, parteciperà alla nostra
Festa. Ricambieremo la visita la settimana dopo in occasione della loro Festa
dello Scalogno”.
Torniamo a focalizzare su Castelvetro, in particolare sui progetti
presentati per ottenere i finanziamenti previsti dal Piano Nazionale
di Ripresa e Resilienza …
“Due progetti hanno superato l’esame e saranno finanziati: mi riferisco
all’ampliamento dell’asilo comunale che prevede la realizzazione e
l’ampliamento della nuova mensa per un importo di un milione di euro; poi il
recupero della seconda palazzina dell’Istituto Biazzi, per un importo di 715.000
euro, di cui abbiamo avuto conferma da qualche giorno. Si tratta della ex
farmacia di via Roma, di fronte al Comune, in disuso da diversi anni: troveranno
spazio locali destinati a servizi sociali innovativi, per esempio un centro diurno
per anziani e una serie di appartamenti attrezzati con tecnologie innovative, vedi
domotica, per persone con disabilità che potranno essere recuperate e meglio
integrate nella società attraverso idonei percorsi lavorativi. Il finanziamento è
stato ottenuto anche grazie alla collaborazione attivata con il Distretto di
Fiorenzuola e l’Usl di Piacenza”.
E quelli in attesa di superare l’esame?
“Ne abbiamo presentati altri otto. I più importanti riguardano il Palazzo
comunale e l’attuale biblioteca che saranno oggetto di riqualificazione ed
efficientamento energetico ricavando poi nuovi spazi ad uso uffici e locali per le
associazioni nella biblioteca. A seguire, assieme al comune di Villanova, la
realizzazione di una pista ciclabile tra Castelvetro, Villanova e Busseto che
permetterà di unire la ciclovia Ven-To, che già arriva a Castevetro, alla Food
Valley Bike che arriva a Busseto”.
Sindaco, il 24 settembre si svolgeranno le elezioni per eleggere il
nuovo o la nuova presidente della Provincia. Come vede la contesa
tra centrodestra e centrosinistra?
“Iniziamo a ricordare che non votano i cittadini bensì i consiglieri comunali e che
in questa tornata si vota solo per la Presidenza e non per il Consiglio provinciale
che resta in carica fino alla scadenza così diviso: 7 consiglieri di centrodestra e 3
di centrosinistra. Patrizia Barbieri non essendo stata riconfermata sindaco di
Piacenza ha dovuto dimettersi aprendo quindi ad una nuova consultazione. Nelle
due elezioni precedenti sia quando fu eletto Rolleri sia quando fu eletta Barbieri
il calcolo del voto ponderato indicava chiaramente chi avrebbe vinto tant’è che in
entrambi i casi non dovettero confrontarsi con altri candidati. Questa volta
invece, grazie alla vittoria della Tarasconi nel comune capoluogo e quindi al
maggior peso dei voti dei consiglieri piacentini in rappresentanza della maggiore
popolazione, il risultato si rivela contendile. Il centrodestra ha già indicato Paola
Galvani candidata alla presidenza, ora si attende che lo faccia anche
centrosinistra. Io penso che si debba puntare su un candidato espressione del
civismo che sta via via diffondendosi su tutto il territorio provinciale. Il nome più
ricorrente sembra essere quello della sindaca di Borgonovo Monica Patelli che
con la sua lista civica “Borgo Nuova” ha sconfitto il sindaco uscente Pietro
Mazzocchi e la “terza lista” di Guasconi”.




