Bobbio, il sindaco Pasquali torna a parlare in Consiglio comunale “Ho la coscienza a posto, il tempo è galantuomo”

0

“Io sono con la coscienza a posto, al diecimila per cento”. Dopo un lungo silenzio, torna a parlare dal suo scranno in municipio Roberto Pasquali, sindaco di Bobbio coinvolto nella maxi inchiesta sugli appalti truccati in val Trebbia. Agli arresti domiciliari dallo scorso 10 febbraio con l’accusa di concussione – misura poi revocata il 24 marzo – in occasione del consiglio comunale del 10 maggio, Pasquali ha voluto dare pubblicamente la sua versione dei fatti relativamente all’indagine che ha portato all’arresto, tra gli altri, del sindaco di Cerignale Massimo Castelli e di quello di Corte Brugnatella Mauro Guarnieri.

“Amareggiato per chi ha festeggiato il mio arresto” – Il ritorno all’Auditorium Santa Chiara, sede del consiglio comunale del centro dell’Alta val Trebbia, ha sancito per Pasquali la piena ripresa della funzione di sindaco di Bobbio e di presidente dell’Unione Montana Valli Trebbia e Luretta. Ad inizio seduta, infatti, è stata comunicata ai consiglieri la revoca della misura cautelare, decisa dal gip e motivata dal pieno rispetto di Pasquali dei domiciliari e dal fatto che questi non possa interferire con l’indagine. Il primo cittadino ha quindi voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa. “Voglio ringraziare la mia vice Simona Innocente, gli assessori, la maggioranza e gli impiegati comunali che nei quarantatré giorni di mia assenza hanno proseguito in modo serio e coscienzioso la gestione di questo Comune – ha affermato -. Molti hanno sofferto per me, molti hanno pregato per me. E questo non lo dimenticherò. Grazie anche a chi mi ha infilato i suoi messaggi di incoraggiamento nella cassetta della posta e alle innumerevoli persone che dal 25 marzo mi hanno fatto sentire la loro vicinanza, compresi alcuni sindaci. Ma c’è anche un certo numero di persone che non ho più sentito, che non si sono fatte avanti. Come si dice, però, non ti curar di loro ma guarda e passa”. E ancora. “Aver appreso, dopo la revoca dei domiciliari, che erano stati fatti dei festeggiamenti con brindisi a Castelcanafurone per l’arresto dei sindaci della Valtrebbia mi ha molto amareggiato. E altrettanto mi ha amareggiato vedere chiedere dalla minoranza le dimissioni del gruppo di maggioranza. Ma il tempo è galantuomo e ci sarà un’alba amara per chi ha brindato. Io sono con la coscienza a posto, al diecimila per cento”.

“Agito nel bene della comunità, ora vado avanti” – Poi Pasquali è entrato nel merito del reato per cui è accusato. Secondo l’indagine della procura di Piacenza, il primo cittadino avrebbe esercitato alcune “pressioni” finalizzate al posizionamento di un nuovo distributore di benzina della società genovese Europam lungo la Statale 45. “A mio carico – ha detto – c’è una sola accusa, quella di concussione. Solo perché, da sindaco, ho tentato di far posizionare un nuovo distributore di carburante con lavaggio e altri servizi a Mezzano Scotti, trasferendo lì l’attuale distributore in via Garibaldi per lasciare così posto a parcheggi per le ambulanze dell’ospedale. Ditemi voi se questo è interesse personale o il bene della comunità. Ogni sindaco deve tentare il meglio per il suo paese e la sua valle. Io sono sempre stato un garantista e ho fiducia nella magistratura. Aver tirato dentro il sindaco di Bobbio in questa indagine mi ha fatto molto male, non c’è neanche un riferimento ad eventuale denaro che mi sarei “intascato”. Per questo, ora, vado avanti a fare il mio lavoro come ho sempre fatto”.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.