“La mia città può proibire le armi nucleari”, lettera aperta di Francesca Molinari di Ave’ alla Sindaca

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Se non vogliamo guerre non dobbiamo produrre e far girare armi. Se non vogliamo l’inverno nucleare, prima o poi, dobbiamo proibirne le armi nucleari. La Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari (ICAN) fortunatamente ha fatto nel mondo tanta strada in questa direzione e per questo ha vinto anche il premio Nobel nel 2017. Il 7 luglio di quell’anno infatti è stato votato a New York il testo del Trattato TPNW di proibizione delle armi nucleari. Entrerà in vigore dopo che sarà stato ratificato da 50 Stati. Si tratta di una norma internazionale nata dal riconoscimento che le armi nucleari rappresentano un rischio umanitario inaccettabile: una detonazione su una città causerebbe una devastazione ben oltre la nostra capacità di far fronte agli impatti sui civili. Non ci salveranno i rifugi antiatomici e le pastiglie di iodio, per intenderci. In questi tre anni si è cercato di portare all’attenzione della politica e delle istituzioni la grande contrarietà che gli italiani hanno nei confronti delle armi nucleari. Anche e (soprattutto a riguardo di quelle presenti sul nostro territori oper gli accordi di “nuclear sharing” in ambito NATO): il 72% è a favore del Trattato, il 65% per la rimozione delle testate statunitensi dal nostro territorio. L’azione “Italia, ripensaci” ha cercato di far pressione sia su Governo che su Parlamento per favorire una presa di coscienza forte sull’impossibilità di basare la costruzione della nostra sicurezza su una minaccia di distruzione e genocidio. Migliaia di cartoline sono state raccolte in appoggio a questa campagna anche nella nostra città.Numerosi Enti Locali con mozioni a sostegno del percorso del Trattato e con l’adesione al Cities Appeal di ICAN hanno invitato l’Italia a firmare il Trattato stesso, scelta responsabile auspicata dall’ 87% degli Italiani (dati 2021) Proprio il 25 febbraio, allo scoppio di questa guerra terribile, anche la vicina città di Parma ha lanciato un appello affinché l’Italia sottoscriva il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari e partecipi alla Prima Conferenza degli Stati parti del Trattato, in programma proprio per questo mese di marzo a Vienna, in una mozione approvata sia dal Consiglio Comunale che dal Consiglio della Provincia di Parma. Insieme con il Comune i rappresentanti della Casa della Pace fondata dalle moltissime associazioni tra cui: CIAC onlus, Associazione e rivista Missione Oggi, Coordinamento pace e solidarietà odv, Comunità di servizio e accoglienza Betania odv, Gruppo Mission aps, Associazione Missionari Saveriani onlus e altre sei  che hanno chiesto di aderire. Il Presidente del Consiglio Comunale ha dichiarato: “… il fatto che in queste ore si stiano facendo bilanci puramente numerici sulle ricadute economiche la dice lunga. Si parla spesso di quale sia il ruolo delle pubbliche amministrazioni e questa è la dimostrazione di quanto, pur nel nostro piccolo, possiamo fare in collaborazione con una rete di enti che condividono le nostre idee. La strada, forse utopica, che vogliamo tracciare deve rimanere in dono alle generazioni che verranno dopo di noi. Il Vice Presidente Vicario del Consiglio Comunale ha ricordato che: “ La spesa mondiale per armamenti è arrivata alla cifra record di 2000 miliardi di dollari annui e l’Italia purtroppo spenderà 8,6 miliardi in nuovi armamenti nel 2022. E’ ora di invertire questo trend”. Mi chiedo se la nostra Sindaca se la sente in questo tempo disperato di lasciare una traccia concreta di pace nella città da lei governata ma i cui effetti vanno oltre i confini del nostro territorio: che anche il Consiglio Comunale di Piacenza si aggiunga agli altri Enti Locali Italiani nel sostenere la firma dell’Italia al Trattato Internazionale per la proibizione delle armi nucleari.Https://retepacedisarmo.org/disarmo-nucleare/mozioni-enti-locali-a-sostegno-tpnw-e-italia-ripensaci/. Che Piacenza sia “Città Mondiale dei Costruttori di Pace”. Sulla scia dei vari Premi Nobel che ha ospitato. Lo chiedo con forza, angoscia e speranza.

Francesca Molinari (Ass.ne AVE’ Pontenure)

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