di Leo Bolliger* – Si discute molto ultimamente delle scelte di Piano per la città. Pochi giorni orsono, nella giornata FAI in cui musei e luoghi della città sono stati aperti al pubblico, in S.Ilario si è svolto un incontro dedicato al progetto “Cittadella” in cui tutti i cittadini hanno potuto verificare osservazioni e critiche allo stesso commissionato dall’Amministrazione comunale ma soprattutto hanno potuto distinguere due punti di vista, due interessi ben distinti e discordanti sullo “sviluppo sostenibile” della città; da un lato chi pensa che “costruire” rilanci la relativa industria e dunque –bando alle ciance!- abbattere, scavare, bucare, erigere, asfaltare senza indugi…, dall’altro chi richiama alla cura attenta del già costruito anche per non urbanizzare –sottraendoli definitivamente alla Natura- ca.7000 mq al giorno di terreno provinciale. Molto se ne parla in parallelo tra le critiche –di metodo- al percorso del nuovo Piano regolatore (Psc) e –di merito- ai suoi indirizzi e alle sue “prefigurazioni”. Con molta appropriatezza intervengono sull’argomento, nella sobrietà dell’atmosfera farnesiana, anche gli studenti del Colombini sottolineando ragioni e obiettivi del loro progetto nel contesto del quadrante nord Piacenza dove la piazza viene proposta come hub pedonalizzato, “stile visconteo”, di funzioni pubbliche quali la cultura (museo archeologico), la socialità, e come nodo di scambio tra centro storico e città moderna e diffusa (spostando il parcheggio in area più esterna), snodo tra cemento/città e acqua/fiume. Interessante contributo -anche attraverso un questionario- che mostra come in città vivano energie pronte a promuovere e sostenere esperienze alternative e positive di piano e progetto partecipati, didattici e non… Purtroppo Amministrazione (e politica) ottusamente interpretando “al ribasso” anche indicazioni e leggi regionali, ritengono assolte e risolte le proprie responsabilità in merito (oggi così frequentemente richiamate!) attraverso pochi e ben distinti incontri con gli attori sociali ed economici che a qualsiasi professionista servirebbero appena per capire le prime motivazioni di un committente! Altre autorità –la Sovrintendenza e l’Ufficio competente comunale, in particolare- paiono non scorgere e men che meno preventivare, superficialità, contraddizioni e rischi progettuali, costruttivi ed economici –soprattutto in relazione ai probabilissimi ritrovamenti archeologici e alla loro tutela- che, quando invece previsti, vengono perdippiù accollati al partner pubblico. E così Sindaco e maggioranza marciano decisi per portare a termine entro l’anno il percorso del Psc e l’idea di città ereditata ormai superata (…persino Detroit, patria dell’auto, ha scelto di espellerle dal centrocittà!)…da un lato dando il via esecutivo all’inutile e dannoso progetto “Cittadella” dall’altro ribadendo l’obiettivo, bontà loro!, di restituire alla città l’area Pertite a parco entro il 2017 (fine mandato) ignorando possibili percorsi e strumenti alternativi capaci di garantire da subito la destinazione dell’area e di non comprenderla così in una complessa e pericolosa (peraltro necessaria) contrattazione complessiva con la proprietà militare. Luci e ombre stressano come si vede, a diversi livelli, la vita della città non certo per intemperanze e sofismi di pochi ma per un’oggettiva mancanza di energia, chiarezza, partecipazione e corresponsabilità nei metodi, nelle scelte e nelle decisioni di governo del territorio. Società e cittadini non sono per nulla soddisfatti degli strumenti e dei percorsi di collaborazione messi in campo dall’Amministrazione, delle sue scelte e priorità strategiche e operative, e come abbiamo visto, si mobilitano contro prospettive e indirizzi inaccettabili proposti alla città. Nei prossimi mesi saremo con chi è già credibilmente impegnato –giovani e meno, comitati, associazioni, professionisti e politici se alzeranno la testa!- a invertire la rotta.
* per ALBA, soggetto politico nuovo, albapiacenza@gmail.com




