SCRITTO COI PIEDI: Renate–Piacenza 1 a 1, il pareggio è di spessore.

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DE RESPINIS

L’Angelo era un collega di Milano. Giovanili nell’Inter di Moratti, padre, poi un crack e carriera dirottata nei dilettanti. Fu lui a dirmi che la diossina di Seveso, non era di Seveso, ma di Meda. Abitando lì vicino, sapeva che solo il vento decise quale paese rendere famoso. Il Renate gioca a Meda. Lo stadio lo hanno costruito sopra le vasche delle Industrie Chimiche MEda Società per Azioni, ICMESA per gli amici. Il disastro tossico avvenne nel 1976, la zona è tuttora monitorata. Mister Scazzola aveva cinque anni all’epoca. Se ne serbava ricordo, non ne ha comunque parlato ai suoi ragazzi. La settimana l’ha passata a lavorare sull’autostima del gruppo. Che serviva, perché quel Renate da affrontare a Meda, era (è) la seconda della classe. Mister Scazzola è uno pratico, non si perde in dichiarazioni ricercate: “Sono tutte finali”, “Servirà la partita perfetta”, roba evergreen insomma. Però sa da che parte si tiene il manico e come ottenere ciò che vuole. Voleva punti in casa di una compagine quotata. Uno lo ha preso. All’ultimo respiro, alla fine di una finale non giocata in maniera perfetta, ma alla pari. Juri Gonzi si conferma il più penalizzato dalle misure di contenimento pandemia. Il calciatore ideale per Piacenza. Voglia, voglia, e ancora voglia di giocare, di non mollare niente. Il goal del vantaggio avversario lo vede sfortunato protagonista. Il goal del pari, nel recupero in scadenza, anche. Tra i due episodi concentrazione e tattica hanno dominato. La differenza di classifica tra le contendenti non si è vista. Il prossimo appuntamento di campionato è già mercoledì. Ospite dei biancorossi sarà il (la) Giana Erminio, diretta concorrente per la salvezza. L’impresa sopra le vasche tossiche è già alle spalle.

Protagonisti:

Libertazzi: poco da fare, sia sul goal, sia in generale. Il suo infortunio è la nota negativa di giornata.

Battistini: riprende il suo posto dopo la squalifica e lo giustifica con rocciosa prestazione.

Marchi: marmo pregiato nella batteria difensiva.

Tafa: non salta una gara, perché gli altri non lo saltano mai.

Simonetti: il Mister gli ha ordinato maggior attenzione al contenimento. Ha risposto con un garibaldino “obbedisco”.

Palma: anche per lui il rientro post squalifica è stato buono. Ancora una volta trova il traversone risolutivo nel finale.

Corbari: un colpo di testa per svegliare il portiere avversario, e per non perdere l’abitudine dei produttivi inserimenti.

Visconti: è andato presto in difficoltà, penso non fosse al meglio.

Galazzi: la curva rendimento non ha più i picchi da PIL cinese, ma il suo modo di vivere il campo lo vedi.

Gonzi: non ha conti in sospeso con Renate, ma: doppietta e partita recuperata all’andata, goal e ancora partita recuperata al ritorno.

De Respinis: è il migliore in campo. Il turbante di bende che gli applicano dopo lo scontro con Silva, ti permette di scorgerlo ovunque.

Sono entrati:

Lamesta: rileva Visconti ed è un’iniezione di adrenalina.

Stucchi: rileva Libertazzi ed è l’ennesimo esordio di stagione. Maglia numero 22.

Cesarini: rileva Galazzi ed innalza il baricentro squadra.

Maio: rileva De Respinis ed ha la palla buona per pareggiare.

Mister Scazzola: Legge le situazioni di gioco, sa correggerle, sa come intervenire. L’impressione è che abbia ereditato una cattiva posizione di classifica, ma un ottimo gruppo con cui lavorare.

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