La giovane scrittrice piacentina Martina Picca e il memoriale delle vittime del covid

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Un memoriale per non dimenticare chi ci ha lasciato in questi terribili. E’ l’idea della giovane scrittrice piacentina Martina Picca, già autrice del fortunato libro “Se una notte di settembre l’alluvione”, edito da Officine Gutenberg.

Molti di voi mi conoscono.
Altrettanti no.
Tanti sanno che due mesi fa è uscito il mio primo libro.
Un libro che nasce da una storia di dolore.
Ma di storie di dolore, in questi giorni, ne ho lette troppe. Strazio e morte.
Paura di essere dimenticati.
Da qui, oggi parte un progetto a cui tengo con tutte le mie forze.
Progetto che nasce anche dalle parole scritte da Alice dopo aver perso i suoi nonni a causa del mostro che da settimane si sta portando via sempre più persone.
Il dolore è troppo ed è ormai insostenibile.
Io, come tutti, non ne posso più.
La consapevolezza di essere inutile e incapace perché non c’è niente che io possa fare per curare tutte quelle ferite mi logora dentro.
Così ho pensato di tirare fuori l’unica arma a mia disposizione: scrivere.
Penso sia una delle più potenti.
Voglio esservi utile.
Da oggi, allora, chiunque voglia può scrivermi per raccontare la storia di una persona che non c’è più. Del suo amore, della sua vita, della sua lotta e del suo ricordo. Leggerò tutti, nessuno escluso.
Mi faccio carico di ogni cosa.
Le storie verranno raccolte per creare un “memoriale” scritto.
Rimarranno impresse per sempre.
Ogni vita vale ed ogni vita merita di essere ricordata.
Non siete soli e non lo sarete mai.
Siamo vicinissimi.
La mia e-mail è picca.martina97@gmail.com
Vi aspetto lì.
Io ci sono.
Nella speranza che la scrittura possa salvarvi esattamente come ha salvato me.
Martina.

La nostra provincia è stordita dal bollettino continuo di morti, spaventata da numeri che arrivano ad ondate incessanti e che rischiano, paradossalmente, di farci dimenticare che stiamo parlando di persone. Mamme, papà, nonni, zii ai quali non è stato possibile neppure dare l’ultimo saluto e il cui ricordo rischia di essere travolto da questo dolore senza fine. Martina Picca vuole farsi invece testimone di questi affetti, mantenerli vivi e non relegati nella sterile contabilità dei “sommersi e salvati”, imprimendoli per sempre sulla carta stampata.

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