Fioretto sì, ma niente spada, nel corso dell’audizione alle Commissioni consigliari 1 e 4 del Comune del presidente e degli altri componenti del cda della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Le critiche da parte dei consiglieri comunali ci sono state, e in alcuni casi piuttosto circostanziate, ma il presidente Giacomo Marazzi (e chi era con lui, a partire dal consigliere Beniamino Anselmi e dal vicepresidente vicario Luigi Cavanna) ha potuto replicare a tutti i rilievi e i toni non hanno mai superato certi limiti.
Qualche affondo meno tenero – va detto – c’è stato. Ha stupito molti, ad esempio, quanto emerso nell’intervento di Mirta Quagliaroli (Movimento 5 Stelle): la grillina ha spiegato che, alla richiesta di esaminare le relazioni che i rappresentanti del Comune (nominati, secondo statuto, dall’allora sindaco) avrebbero dovuto presentare, non è stato possibile leggerle perchè non erano mai state fatte e che il Comune non le aveva mai chieste. Da parte degli amministratori, una sorta di “delega in bianco” alla gestione del “tesoretto” dei piacentini (e dei vigevanesi, non va dimenticato: nella battaglia Giglio-Scaravaggi per la scelta del nuovo presidente i loro voti – al momento – potrebbero essere decisivi) che ha lasciato un po’ sbigottiti.
Benchè oggettivamente contestate con l’agio del senno di poi, scelte come quella di investire in strumenti finanziari come i derivati hanno dato modo a Samuele Raggi (Idv) e a Daniel Negri (Pd) di ricordare l’articolo dello statuto della Fondazione che prevede che gli investimenti della Fondazione siano fatti secondo criteri prudenziali di rischio. La difesa di Marazzi e Anselmi (“erano derivati del tipo più soft”) non ha fatto del tutto evaporare tra parecchi consiglieri la sensazione che si sia comunque andato oltre i dettami dello statuto, ma – secondo voci di corridoio – quello che ha fatto maggiormente arrabbiare (eufemismo) alcuni consiglieri sarebbe la controaccusa di Marazzi al Consiglio di essersi occupati delle scelte della Fondazione solo ora, un po’ fuori tempo massimo. Accusa in parte incontestabile, se davvero mancano le relazioni dei rappresentanti di nomina sindacale, ma in effetti dibattiti accesissimi sulla questione-Banca Monte Parma, a Palazzo Mercanti, non sono certo mancati.
Probabile che ci siano altri appuntamenti a tema-Fondazione in Comune: la richiesta di Massimo Polledri (Lega Nord) di ascoltare i due candidati alla presidenza Sergio Giglio e Scaravaggi è stata accolta.
In fondo, come ha osservato il capogruppo del Carroccio, non si tratta di un conclave.




