Il Klimt è autentico: “Sarà la nostra Gioconda”

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“Sarà la nostra Gioconda. E’ una sfida che non possiamo perdere”. L’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi, all’indomani dell’annuncio dell’autenticità del Ritratto di signora di Klimt, è entusiasta e si prepara a supportare la Galleria Ricci Oddi nel progetto di valorizzazione del dipinto. Tra le idee quella di riunire i tre Klimt italiani insieme a Piacenza: “Le tre età della donna” (1905), che si trova alla Galleria Nazionale di Arte Moderna a Roma, “Giuditta II” (1909), esposta a Ca’ Pesaro, Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Venezia e la “Signora” piacentina della Ricci Oddi.

Mistero svelato, dunque: il quadro di Klimt ritrovato il mese scorso in un’intercapedine della galleria è autentico. Rimane invece ancora senza soluzione l’enigrma della sparizione del dipinto, avvenuta nel febbraio 1997, e della sua permanenza per tot anni nell’alveo del muro perimetrale della Ricci Oddi.

L’autenticità del Ritratto di Signora di Gustav Klimt, dipinto che risale al 1916-17, è stata certificata dal lavoro dei tre esperti nominati dal tribunale, nell’indagine coordinata dal sostituto procuratore Ornella Chicca, dopo il suo ritrovamento casuale, il 10 dicembre scorso, da parte di un operaio giardiniere.

L’opera è stata esaminata dal punto di vista tecnico-scientifico da Diego Cauzzi, del Museo della Pilotta di Parma, e da Anna Selleri, restauratrice della Pinacoteca di Bologna, a cui si è aggiunta Claudia Collina, storica e critica d’arte di Bologna. Cauzzi ha svolto un’indagine riflettografica a raggi ultravioletti e infrarossi, mettendola a confronto con gli esami condotti nel 1996 ed ha verificato la corrispondenza tra le immagini. Selleri ha esaminato la tela, l’intelaiatura, i timbri apposti sul retro, sigilli ed etichette, tutti apparsi originali. Collina si è dedicata invede all’analisi del dipinto, che come già noto celava un altro ritratto di Klimt, che si credeva perduto; circostanza scoperta nel 1996 grazie all’intuizione dell’allora studentessa d’arte Claudia Maga.

L’autenticità dell’opera è stata accolta con esultanza dagli amminsitratori locali: “Una notizia di importanza storica per la comunità artistica e culturale e per la Città di Piacenza”, commentano il sindaco Patrizia Barbieri e l’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi rivolgendo “un sentito ringraziamento alla Procura e ai periti, agli inquirenti ed alle Forze dell’Ordine che in questi anni non hanno mai abbandonato le indagini. Dopo la gioia per il ritrovamento da parte del signor Mohammed Abrjnaz e dei suoi colleghi, le indiscrezioni contrastanti di questi giorni hanno alimentato ancor più la suspense su una vicenda che ha tratti misteriosi. Questa conferma è senza dubbio motivo di gioia per Piacenza e per l’Italia; l’Amministrazione comunale è ben pronta ad attuare tutte le iniziative per valorizzare al meglio l’importante ritrovamento, la stupenda Galleria che ne è casa e tutta la Città: iniziative di carattere artistico e culturale, attività divulgative e modernissime performance virtuali che rendano Piacenza, a livello internazionale, meta obbligatoria”.

Proseguono il primo cittadino e l’assessore: “Il grosso delle risorse che avevamo previsto per la realizzazione di numerosi progetti artistici per questo 2020 saranno, fin da subito, fatte convogliare su iniziative, che dovranno vedere l’Amministrazione a fianco delle altre Istituzioni cittadine. Su questo quadro di uno dei fondatori del Secessionismo viennese, il grandissimo interesse, da sempre presente, è esploso a partire dalla data del suo ritrovamento vedendoci immediatamente attivi per preparare il territorio al riscontro internazionale che lo aspetta ma anche per una non secondarie attività di promozione, tra cui il lavoro per la redazione di un importante libro – un romanzo – che ne valorizzi la storia e renda anche nazional popolare l’appeal dell’opera e di Piacenza: notevole è infatti l’interesse da parte di editori nazionali, ma numerosi sono anche i registi cinematografici nel mondo che ci hanno contattato in queste settimane per lavorare su una così intrigante vicenda”.

Concludono gli amministratori comunali: “Questo ritrovamento vedrà pronto ed in prima linea il Comune di Piacenza per rispetto – doveroso – dell’arte e della cultura ma anche per valorizzare marcatamente la nostra Città. Un grazie di cuore, pertanto, a tutti coloro che hanno reso possibile questo straordinario risultato di importanza storica non solo per Piacenza ma anche per la storia dell’arte che viene finalmente risarcita dopo una grave perdita”.

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