Piace, pronostico di inizio estate: biancorossi là davanti

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Era sotto Sant’Antonino 2018. Un anno esatto è passato dall’intervista al presidente Onorario del Piacenza Stefano Gatti. Eravamo al Barino, in uno dei tavolini fuori. Gli chiesi se per i cento anni, c’era in ballo qualche festa. Rispose: “Andiamo in B, la festa viene da sola”. Registrai come battuta, buona tra l’altro. Davo per scontati i festeggiamenti, molto meno la promozione. Se Gatti avesse voluto una mia previsione per la squadra di Piacenza, avrei risposto: campionato in zona play off, noiosetto fino a marzo, qualche bella trasferta a vivacizzarlo, solito seguito di spettatori. Uno bravo direbbe di aver indovinato tutto. Invece:

  • Siamo arrivati in zona playoff solo alla fine dell’ultimo minuto dell’ultimo turno. Al penultimo minuto eravamo in B.
  • Noiosetto fino a marzo lo è stato per chi vuole vedere schemi di grido. Per chi chiede di distribuire rollate ad ogni partita. Tolta l’eclissi del mese di Gennaio, l’astro biancorosso ha sempre brillato.
  • Le belle trasferte sono salite a tutte le trasferte. Isole escluse, trovavo difficile rimanere a casa con una squadra del genere, con una classifica del genere.
  • Il solito seguito di spettatori lo avevo quasi imbroccato. Poi gli eventi hanno preso una piega diversa. Deroghe su deroghe per aumentare la capienza dello stadio. L’agorafobia da Galleana-Garilli debellata.

Oggi è Sant’Antonino 2019. Non saprei come impostare l’intervista ad un massimo dirigente. La società ha già risposto a tutto quanto le concerne. L’unico quesito inevaso è perché Roberto Pighi disse alla stampa che ci avrebbe portato a Montecarlo. Davvero criptico. Per il resto: hanno subito confermato lo staff operativo, hanno avviato l’iter di ammodernamento stadio, hanno inserito un nuovo socio coi nuovi capitali. I regolamenti impongono pure la ristrutturazione del parco giocatori. I prestiti torneranno a casa, i giovani dovranno giocare, i nuovi dovranno arrivare. E spero che i vecchi non debbano per forza partire. Il mercato biancorosso stavolta non potrà sfruttare il negozio sotto casa. In estate tornava comodo, ma il Pro Piacenza è sparito. L’impegno della società di Via Gorra sarà capitalizzare il tesoro di utenze riallacciate. Servirà sensibilità, comunicazione e, come sempre, soldi. Soldi l’ho lasciato ultimo. Non ho ancora capito se ci vogliono davvero. Le notizie confermano quanto sia più utile presentare una fideiussione bulgara, suffragata da un fondo birmano, che non applicare il metodo classico del tirarli fuori dal portafoglio. Oggi come ieri nessuno me le chiede, ma distribuire previsioni costa niente. Quindi:

  • La fiducia sarà una caratteristica piacentina dei prossimi cento anni. La campagna abbonamenti si chiuderà con 3500 tessere sottoscritte.
  • Giocheremo con l’albero di Natale rovesciato: un difensore, due centrocampisti, tre esterni e quattro attaccanti. Per gli esterni è già pronto un prato a tre corsie.
  • Le trasferte saranno più lontane. Compileranno i gironi col buonsenso tipico della Lega Pro.
  • La squadra sarà ancora d’impatto. Ci classificheremo sul podio. Staccheremo seconda e terza di parecchi punti.
  • Il prossimo presidente del consiglio comunale piacentino sarà uno dei 3500 abbonati.
    Manca poco al raduno. Il tempo tra l’epilogo della 2018-19 e l’inizio della 2019-20 passerà in un soffio. Poi il pallone ricomincerà a rotolare, e la valigetta che ci tiene ancorati alla realtà, tornerà pesante.

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