Bisogna essere realisti: siamo una squadra forte. Anche alle squadre forti capita la giornata in cui niente gira per il verso giusto. Questione di centimetri, poca cosa. Ieri a Pistoia c’era il primo vero freddo di stagione. Sicuro ha influito. Per dire, dal vento che c’era, ho scambiato la sala di controllo della Polizia, per la tribuna stampa. Sono entrato. Hanno anche offerto degli ottimi biscotti all’anice. Quando mi sono accorto che sui monitor non seguivano partite, ma gli spalti, ho cercato disinvoltura per guadagnare l’uscita. Mi ha bloccato un vigile del fuoco. “Lei è un collega di Piacenza?” Ormai ero in ballo, ho confermato. Sa la ragione sociale esatta della vostra società? Va scritta sul rapporto”. C’è internet, ho risolto il problema al collega. Una volta fuori devono aver nutrito qualche sospetto. Hanno messo una signora in divisa, fissa alle spalle. Per fortuna era simpatica, è la cugina di Umberto Colicchio. Detto delle caratteristiche meteo, aggiungo quelle dello stadio. Tutti i presenti sono in tribuna: la curva di casa è vuota, quella ospite anche, la gradinata pure. Per 20 minuti rimane vuota anche la porta di Fumagalli, poi un rigore la riempie. Succede poco in campo. Nel secondo tempo la massima pressione piacentina porta a colpire una traversa. Gli arancioni di casa invece approfittano di due fortunosi rimpalli e raddoppiano. Parte la girandola di sostituzioni. Dentro tutti per l’impresa disperata. A dieci minuti dalla fine abbiamo anche noi il rigore, ma lo sbagliamo. Un minuto dopo annullato un goal bellissimo a Sylla. Al triplice fischio possiamo masticare gramo, ma così è andata. Alla partita c’era Mattia Lanzano. E’ ancora inoperoso. L’ultimo quarto d’ora l’ho seguito a fianco di Micole. Pesenti non era più in campo, è venuta a cercare consolazioni sportive.
– Franzini non è contento. L’approccio era quello giusto, ma a volte le cose non vanno come vorresti.
– Matteassi non ha portato fortuna.
– Fumagalli una parata l’ha fatta, mischiando spettacolo e concretezza.
– Barlocco sappiamo che quando c’è Della Latta centrale, spinge meno. Adesso sappiamo anche che col vento, i cross gli vengono così così.
– Troiani gioca con le braccia un po’ larghe.
– Marotta è stato ancora più basso del solito. Ha aggiunto un paio di colpi di tacco.
– Della Latta era ancora in difesa. Gioca bene, ma le scatole gli girano perché non può andare avanti.
– Pergreffi è il capitano. Stavolta prende un’ammonizione non da capitano. Girano anche a lui le scatole.
– Sestu patisce il freddo e impreca.
– Nicco soffre quando Sestu impreca troppo.
– Pesenti deve stare tranquillo, Micole è simpatica e nonostante l’accento toscano, tifa per noi.
– Corradi deve stare tranquillo anche lui. Secondo me non gli chiedono di spaccare montagne, ma lui vuole farlo.
– Di Molfetta è sempre molto attivo, e si procura il rigore con un colpo da biliardo.
Sono Entrati:
– Romero che non va in porta al primo pallone. Si innervosisce e sbaglia il rigore. Micole non ha gufato.
– Fedato che non può cambiare l’ordine delle cose.
– Sylla che mette un goal da buono. E poteva anche essere buono senza un guardalinee.
– Mulas che forse ne imbrocca una.
– Cauz che forse ne tocca una.
Il Piacenza ha perso, ma ho visto l’altare d’argento del Brunelleschi.




