
di Cesare Raimondi – In teoria manca poco al primo fischio d’inizio. In pratica, la “C Lega” continua a girare attorno a mediazioni e compromessi. Compromettenti. Siccome il campionato comincerà tardissimo, ne hanno approfittato per verificare le fideiussioni societarie. Sia chiarezza: la fideiussione è la garanzia economica che obbliga il soggetto (società) al creditore (Lega serie C). Scoprono, che non tutte queste garanzie sono in bolla. Quindi cosa fanno? Chiedono di regolarizzare, ovvio. Il colpo di genio è che fissano il termine entro cui adempiere, a stagione avviata. Le manfrine sui punti di penalizzazione tengono vivo l’interesse, perché eliminarle? In giugno la “C Lega” escogitò la soluzione per colmare i vuoti dei troppi fallimenti: “Inseriremo le squadre B dei grandi club”. Una nuova iscritta, a fronte di una decina sparite. Allargando lo spettro, sono evaporate 146 squadre professionistiche in 15 anni. E questa classe dirigente sta ancora a baloccarsi sui gironi, composti tagliando l’Italia in verticale. Hanno sottratto il gusto di sproloquiare di calcio. Se ne occupano direttamente ai piani alti. Ci si domanda (la prima persona plurale non è megalomania, mi associo a quelli che vorrebbero seguire una squadra di serie C) come sia possibile affidare all’improvvisazione un’industria che muove un corposo mucchio di soldi. Forse il punto è proprio lì. O i soldi che si muovono sono falsi. Oppure il mucchio che vediamo, non è così imponente. Tutto può essere. La tesi però scricchiola, se confrontiamo le reazioni dirigenziali delle due società professionistiche cittadine. Marco Gatti, presidente del Piacenza Calcio, esprime indignazione per i miseri numeri registrati in campagna abbonamenti. Il Pro Piacenza, che già conosceva la portata nulla del botteghino, continua a tesserare calciatori, interrompere contratti, mutare scenari manageriali. Un occhio attento avrà colto che per il Piacenza indico un responsabile, mentre per il Pro lo ometto. Non è omissione, davvero non so chi indicare. Di economia capisco poco e non sono abituato a fare conti in tasca agli altri. Da dove sono seduto, intuisco solo che i soldi investiti da Gatti sono veri e sono suoi. E di questo Presidente te ne sono grato. Mi sono abbonato. Sono tra i pochi (perspicacia grossolana) che ha goduto dello sconto presentazione di un nuovo. Ne approfitto per dirti che è stato un furto. Il neo ingresso è uno che andava a Barriera Genova. Uno cui, dopo Prato, son cadute le…braccia. Lo so che 800 tessere sono una miseria. Lo so che avete investito in un parco giocatori importante. Fosse arrivato Cacia, si poteva dare giù di testa. Ma non credo Daniele avrebbe duplicato quel numero. Prendila sportiva, è di sport che ti occupi. Lascia salire tutti sul carro: abbonati, micragnosi, modaioli, occasionali, tutti insomma. Capisco volessi far suonare la sveglia. Le ferie son finite, il tempo stringe. Ma ti ricordi, abbiamo fatto i mille con Rumignani e la sua operazione simpatia. Ti lascio un consiglio: vai a Gariga, all’Ostreria. Ti fai dare una bottiglia di “800”, vino istriano con tutta una sua storia. C’è in bianco e c’è in rosso, quindi adattissimo per il presidente del Piacenza. Se non ti piacesse, se non riuscisse a tirarti su il morale, ti porto un altro abbonato.




