Ex polveriera di Rio Gandore, in riferimento alla consultazione pubblica promossa dal Comune di Gazzola per valorizzarla in ottica di mercato, Legambiente chiede che l’area rimanga “pubblica e integra”. Legambiente – spiega in una nota – ha sempre evidenziato la propria contrarietà rispetto all’opzione di “valorizzare in ottica di mercato” un bene che è pubblico e, a tutti gli effetti, costituisce un bene comune, che assume ancor più la caratteristica di patrimonio collettivo in una situazione di drammatica accelerazione dei cambiamenti climatici e di crescente preoccupazione per i dati dell’inquinamento atmosferico. Preoccupazione che si è tradotta in un numero cospicuo di azioni da attuare entro il 2020 mediante il PAIR (Piano Aria Integrato Regionale) che prevede, fra l’altro, l’incremento del 20 % delle aree verdi.
Legambiente apprezza l’impegno dell’Agenzia del Demanio e del Comune di Gazzola di indire una consultazione pubblica di idee e di proposte, aperta a tutti, anche se non condivide le premesse del bando medesimo, cioè che tali “proposte e ipotesi gestionali e di riqualificazione possano costituire elementi di orientamento per i successivi percorsi procedurali per l’effettiva futura immissione sul mercato del compendio stesso – nella sua interezza ovvero per singoli lotti – secondo tempi e procedure da individuarsi”.




