A fine settembre ci saranno 8 sfratti esecutivi per morosità; sono una quindicina le procedure di sfratto già avviate, e una ventina gli avvisi dei proprietari. Ma le cifre non sono quelle definitive, essendo, purtroppo, destinate a salire. Così come sembra diffondersi sempre più il fenomeno delle aste giudiziarie per insolvenza dei mutui, fattosi preoccupante nell’ultimo anno.
Conseguenza diretta della crisi economica e della mancanza di occupazione, il problema abitativo è diventato a Fiorenzuola (e certo non solo nella città sull’Arda) “un’emergenza assoluta”. Lo dice a chiare lettere l’assessore alle Politiche sociali, Angelo Mussi; lo sa bene chi, come Vanda Scokai, vicepresidente del gruppo di volontariato vincenziano (presieduto da Anna Maria Russo), si è attivato per tendere una mano a chi non ha più un tetto sulla testa. Avevamo già presentato su queste colonne l’iniziativa dal titolo “Una città solidale”, ideata dalla Scokai e promossa, a partire da domenica 27 maggio, dalle Dame della Carità in collaborazione con il Comune di Fiorenzuola e con il sostegno di Svep, proprio al fine di aiutare gli sfrattati donando 3 euro al mese; “Tre caffè al mese per la solidarietà”, recita infatti lo slogan del progetto.
Da maggio ad oggi, quindi in quattro domeniche – visto che le offerte vengono principalmente raccolte l’ultima domenica di ogni mese, al termine della Messa nelle Chiese Collegiata, dei Frati e Beato Scalabrini – le Dame della carità sono riuscite a mettere in cassa 8.236 euro, di cui 1.000 (più 500 offerti dalle vincenziane) sono stati donati ai terremotati dell’Emilia; i restanti sono stati consegnati al Fondo straordinario di sostegno familiare della parrocchia San Fiorenzo (gestito dal diacono Eugenio Cantarelli) che, di concerto con l’Amministrazione comunale, esaminerà i casi di sfratto e interverrà.
Ma le risorse non sono sufficienti dinanzi a una situazione sempre più grave. E la vicepresidente delle vincenziane si aspettava di riuscire ad accumulare più fondi: “Pensavo che almeno mille persone potessero donare 3 euro al mese, ma non è stato così”. È stato “piuttosto consistente” il primo incasso di 3.889 euro, “grazie anche alle offerte del parroco don Gianni Vincini (che ha donato la questua e ha messo in palio un suo grosso uovo di cioccolato per una lotteria, il cui ricavato è andato appunto all’iniziativa, ndr)”, come ha spiegato Scokai, mentre gli altri incassi sono stati di 1.646, 1.514 e 1.187 euro. “Ci sono molte persone generose che danno tanto – ha osservato – ma occorre l’adesione di tutti. È un contributo minimo, è importante dimostrare la solidarietà verso chi rischia di perdere la casa, indipendentemente dal colore della pelle”. È invece soddisfatto per la cifra raccolta il diacono Cantarelli: “Sono tanti, perché la crisi c’è per tutti”.
Ad essere colpiti dagli sfratti sono perlopiù nuclei familiari con più bambini, i cui genitori hanno perso il lavoro; per il 90% si tratta di famiglie straniere. Per cercare di rendere meno critico il quadro, le vincenziane pensano ad altre iniziative solidali, quali raccolte davanti alla Coop (il sabato mattina), spettacoli musicali e teatrali di beneficenza, cene di solidarietà. Scokai ipotizza anche che non vi sia stata “un’informazione sufficientemente capillare” del progetto dei “Tre caffè”, ma elogia il Comune per aver diffuso la notizia nelle scuole.
L’assessore Mussi, esprimendo la sua preoccupazione per la situazione (anche per l’aumento delle vendite giudiziarie), e constatando che le crescenti difficoltà economiche rendono più difficile per i cittadini dare un proprio contributo, ha puntualizzato quanto fatto in sede di approvazione del bilancio preventivo: “Abbiamo messo tutte le risorse possibili nei capitoli di bilancio destinati a elargire aiuti per persone in condizioni di bisogno”. Ha poi precisato che gli sfratti per morosità (come nei casi del capoluogo valdardese) escludono la possibilità di assegnare alloggi popolari, che tra l’altro sono tutti occupati (eccetto 2-3, su un totale di 210, in cui si stanno facendo lavori di manutenzione), le cui dimensioni non sarebbero comunque adeguate ad accogliere le famiglie numerose che vengono sfrattate. E si dovrà attendere la fine del 2013-inizio del 2014 per la consegna degli alloggi Erp ed Ers che saranno realizzati nella località Madonna delle cinque strade e gestiti da Acer.
Pertanto Mussi invita i proprietari a “non procedere subito con azioni legali, costose e prolungate, ma ad accettare piani di rientro che durano alcuni mesi, laddove si presentino condizioni di morosità contenute, considerato che è attiva una rete di relazioni tra Comune, parrocchia, servizi sociali dell’Ausl e associazioni che lavorano in maniera congiunta per trovare forme alternative di aiuto”. Inoltre, sollecita i proprietari a considerare “l’opportunità di affidare gli alloggi che devono affittare ad Acer, soggetto pubblico che offre una serie di garanzie con possibilità di sublocazione”.
Infine, Mussi pensa a una nuova ipotesi per recuperare fondi da destinare all’edilizia residenziale pubblica: “Non escludo di mettere in vendita i garage che erano di pertinenza degli alloggi Erp e sono rimasti sfitti. Stiamo percorrendo tutte le strade possibili”.




