Sara e Irene, due donne in dolce attesa
“Nostro figlio non avrà un papà”

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sara2di Elena Caminati – Sara, Irene e Alessio. Due mamme e il loro bimbo che nascerà alla fine di dicembre. Una scelta, quella che hanno fatto queste due giovani ragazze, non presa a cuor leggero, una scelta che oggi qualcuno vede come una forzatura, ma che l’amore traduce molto più semplicente, al di là del genere. “Stiamo insieme da sette anni – ci risponde Sara – come tutte le coppie si arriva ad un certo punto in cui si comincia a parlare di famiglia. E’ stato l’amore che ci ha spinto a fare questo passo che non è stato facile, ci siamo fatte tante domande a cui abbiamo dato una risposta prima di dire Si può fare”.
Prima di scegliere la fecondazione eterologa in una clinica privata di Barcellona, Sara e Irene si sono fatte tante domande, si sono messe nei panni del piccolo che nascerà che di fatto non avrà un papà.
La risposta l’anno trovata osservando come vivono la quotidianità le altre coppie che hanno fatto la stessa scelta, in modo assolutamente normale. “Ci siamo chieste se è giusto che non abbia un papà, se la società fosse pronta per questo tipo di situazione, come si sarebbe trovato a scuola. Poi ci hanno aiutato le altre famiglie che già esistono in Italia, e non sono poche – spiega Sara – che hanno figli o adolescenti cresciuti in modo assolutamente normale e tranquillo. Questo ci ha fatto dire che si può fare. Quando andrà a scuola, anche Alessio si accorgerà che il 99% dei bambini ha un papà e che invece lui ha due mamme; ci farà delle domende a cui noi cercheremo di dare delle risposte fin da piccolo. Ma l’esperienza delle altre famiglie e gli studi ci dimostrano che non gli potrà mancare una cosa che non ha mai avuto. Chi ci ha aiutato è stato un donatore non un papà. Forse è più difficile da capire per noi che per un bambino”.
Per la legge italiana Sara Irene e Alessio non saranno una famiglia; Sara, per lo Stato sarà una ragazza madre. “Sarà un bambino di serie B; vivrà la realtà di avere due mamme ma per la legge ha un unico genitore con tutte le difficoltà che ne conseguono, le decisioni, le deleghe. Ma le tasse si pagano, è questo che mi fa arrabbiare – ci spiega Sara mentre stringe il suo pancione di nove mesi – sono una ragazza madre ma per tante cose a pagare siamo in tre”.
Alla fine della nostra chicchierata chiediamo a Sara di rivolgere ad Alessio un augurio, come se idelmente potesse parlare al piccolo che porta in grembo: “Spero che un domani si possa trovare in una realtà diversa dove non sarà più un bambino di serie B ma come tutti gli altri, dove la sua famiglia non sarà più guardata come un extraterrestre ma come tutte le altre e che possa avere una società migliore anche qui”

Il servizio completo su www.zerocinque23.com

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